Visioni 2- MISTERO DOPO IL CROLLO (GIALLO)

visioni giallo

(inizia dalla parte 1)

MISTERO DOPO IL CROLLO

È andata bene.”

Solo cinque feriti.”

Mentre entravo al ristorante, schivando l’orda chiassosa di giornalisti cerca-guai, tentavo di ignorare l’ammasso di cavolate che il capo-area spacciava per verità. Capivo che ammettere d’aver sbagliato poteva risultare dannoso, ma mentire riguardo un morto era disgustoso.

Giunsi nella sala, vicino al contro-soffitto crollato. Sotto, il cadavere di una giovane donna. Nessuno l’aveva notato sul momento dell’incidente, probabilmente il panico aveva offuscato i ricordi dei presenti. Fermai un agente.

Avete controllato gli altri locali? Non vorrei avere sorprese.”

Certo Ispettore, questo è l’unico locale in cui è stato sperimentato questo nuovo tipo di design e arredo, come aveva detto il capo-area.”

Sì, sì, ok, torna pure dov’eri.” L’agente si congedò rispettosamente. Ricordavo bene le parole del capo-area al telefono: arredi completamente nuovi, studiati appositamente per lo scalo.

Ma che diavolo di studio poteva esserci dietro l’arredo di un ristorante in aeroporto? Altezzosi.

Giunsi vicino al cadavere. Era giovane, dannazione. Era bella, e… non aveva bagaglio. Ora che la vedevo bene anche i vestiti non sembravano molto comodi per viaggiare. Un vestito da sera, a un piede portava ancora una scarpa col tacco a spillo, decisamente vertiginoso. Non aveva documenti. Ma chi era quella donna?

Ispettore, abbiamo recuperato questo tra i detriti.” L’agente di prima mi porse una scatoletta di metallo. E mi sorrideva. Come se si aspettasse qualcosa, non so, un complimento. Non era un cattivo agente, ma era giovane e ambizioso. I giovani ambiziosi sono detestabili, soprattutto nei casi di morte.

Sì, sì, grazie.” Continuava a guardarmi.

Vai pure” e, deluso, mi fece il saluto, si girò e se ne andò. Esaminai la scatoletta. Doveva esser sigillata, prima dell’incidente, c’erano i segni evidenti di una serratura schiacciata. La aprii.

Un incidente un cazzo, signor capo-area.” Sussurrai tra me e me.

Vi erano delle boccette, al suo interno, tutte etichettate. Le scritte, purtroppo, le riconoscevo. Avevo una certa esperienza di agenti chimici, dopo anni nelle forze dell’ordine, e quando lessi alcune formule il mio sangue parve smettere di scorrere per qualche istante. Veleni. Ed erano veleni molto pericolosi, per quel che ricordavo. Come se non bastasse, una boccetta, magicamente, era vuota. Richiamai l’agente ambizioso, che venne goffamente verso di me e proprio in quell’attimo, nella sua corsa, notai qualcosa.

Sì, Ispettore?”

Portami immediatamente il capo-area e contatta il commissario.”

Ma sta ancora facendo la conferenza stampa e…”

E tu portalo via. Problemi, agente?” Il giovane, imbarazzato, deglutì velocemente e si voltò. Mentre raggiungeva l’uscita, capii cosa avevo notato poco prima. C’era stato un crollo, c’era qualche testimone, tutti erano corsi allarmati fuori dal ristorante…eppure, a parte la zona crollata, il resto del locale era perfettamente pulito e ordinato. Un risultato atipico dopo una crisi di panico.

Tornai a guardare la giovane.

E tu… chi diavolo sei.”

(vai alla parte 3->)

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Carlo Marchioni

Vorrei dire: sono convinto che volare sia possibile, basta solo avere pensieri felici, ma sarebbe citare in malo modo un mio idolo. Dico quindi che sono uno scrittore, autore della saga di Àdaran, co-creatore di IoVoceNarrante.com e, come tutti gli altri, un amante della lettura.

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