“Young Signorino non capisce un ca**o!” -Igino Tarchetti la tocca piano

Quando ero un liceale, in un tempo così lontano da avvolgere ogni ricordo di un filtro color seppia, rimasi affascinato dalla figura di Igino Ugo Tarchetti. Un ragazzo particolare, intenso e che, a quel tempo, vedevo come un giovane eroe ribelle con tanta voglia di distinguersi dalla massa. Tarchetti era un anticonformista complicato, un amore per un poeta deceduto (Foscolo) in un movimento nuovo, fresco, ma al tempo stesso superato, avanguardia e retroguardia in un unico poeta. Negli anni 2000 si sarebbe fatto crescere un ciuffo davanti agli occhi, avrebbe preso una lametta e si sarebbe praticato dei tagli. Tarchetti sarebbe stato un emo, con tutto quello che ne consegue. O al massimo avrebbe messo in musica qualche canzone e avrebbe fatto qualche concerto con Calcutta. Tanto hanno accostato Marinetti a Young Signorino. La ricerca di un anticonformismo forzato, cercando di distinguersi. Il tipico adolescente che si disinteressa distrattamente del giudizio degli altri, ma al tempo stesso non vive senza di quello. Adesso mi trovo qui davanti a lui, in una camera curata. La sua fisicità è importante, quasi un metro e ottantacinque, le spalle larghe. Anche nel 2018 fa impressione, mentre ti fissa con quei penetranti occhi azzurri, non oso immaginare al suo tempo.

Buonasera Iginio Tarchetti, sono davvero onorato di poterla avere qui con me.
“Nessun problema. Ci terrei, però, a ricordarle di aggiungere Ugo al mio nome.”

Non si preoccupi, nella presentazione me ne ricorderò.
“Glielo dico solo per questione di correttezza. Il mondo si dimentica spesso dei suoi figli meno popolari, non vorrei che il mio ultimo sprazzo possa essere a nome di qualcun altro.”

Le giuro, l’ho segnato. Comunque la ringrazio nuovamente, è stato molto gentile ad accordarci un’intervista con così poco preavviso.
“Non l’ho fatto per lei, ma per il maestro. A lui devo molto.”

Il maestro?
“Niccolò Ugo Foscolo.”

Il grande e irreprensibile Niccolò Ugo Foscolo, non sapevo facesse anche il maestro.
“Non l’ho capita.”

È una battuta da un film di Aldo, Giovanni e Giacomo.
“Lo so, ho visto anche tutti i loro film. Ma non ho ugualmente colto il senso della sua battuta. Mi sembrava forzata e un modo abbastanza irriverente di ironizzare su una figura molto più autorevole di me e di lei.”

Conosce Aldo, Giovanni e Giacomo?
“E chi non li conosce? In Paradiso sono famosi.”

Come mai?
“Nel 1998 girarono un film da queste parti.”

‘Così è la vita’?
“Proprio quello. Guardi” – mi mostra una foto di lui con Aldo – “qui era l’ultimo giorno di riprese”.

Non ci posso credere.
“Questa volta l’ho capita, ma le manca un ‘miiiii’ molto enfatico all’inizio”

Non voleva essere una battuta.
“Ah.”

Eppure Aldo non ha mai parlato di questo viaggio.
“Vorrei ben vedere, non ha avuto il permesso e gli è stata resettata la memoria. Nessuno può ricordare un viaggio nell’aldilà. Eccetto uno, ovviamente.” – disse ridendo e con un gesto simulò un allungamento del naso. – “Comunque non potrei non apprezzarli, dopo il loro tributo.”

Quale tributo?
“Nessuno lo dice, ma sono sicuro che ‘Tre uomini e una gamba’ sia un riferimento alla mia ‘Storia della gamba’”.

Si, certo. Comunque, non voglio farle perdere altro tempo.
“Tanto il tempo trascorre ugualmente, nero come il mondo.”

Come mai questo pessimismo?
“Pessimismo? Non è mica questione di pessimismo. È solo il mondo che non ha alcun senso. Noi siamo qui, fermi. Un istante di stasi in un eterno movimento. Ci affanniamo, corriamo dietro a falsi miti, a promesse del destino, cercando di ignorare, invece, ciò che ci si palesa energicamente. Siamo formiche e il tempo è come un piede, pronto a scacciarci. Pronto a fare uscire i nostri organi dal busto, le nostre viscere stese sul terreno, a ricordare a chi ancora resta che il mondo sta perendo.”

Che rapporto ha con Foscolo?
“Adesso ottimo.”

Adesso?
“Si, beh, all’inizio non ha particolarmente apprezzato la mia insistenza. Mi dava del molestatore. In fondo la mia era sincera ammirazione, mica lo pedinavo perché lo…”

Lo pedinava?
“Non più di tanto. Ogni tanto. Qualche sera. Tutti i giorni.”

Ah, ma adesso va meglio?
“Diciamo di sì. Sto cercando di guadagnare la sua fiducia con piccoli gesti.”

Come sostituirlo in questa intervista impossibile?
“Esattamente.”

Come mai non poteva presenziare?
“Sta terminando un nuovo componimento. ‘Ad Andrea Dovizioso caduto dalla moto’”.

Ma non l’aveva già scritta qualche mese fa?
“Si, ma questo è il secondo capitolo. Sa, aveva cominciato a scrivere ‘Al pilota risanato’, ma poi il signor Lorenzo ha avuto la brillante idea di giocare a bowling con le moto.”

Ha avuto modo di leggerla?
– Si protese verso di me, guardandosi sospettosamente intorno – “L’altra sera, mentre ero appostato su un albero non lontano dalla sua camera, ho letto i primi versi.
I punti iridati
Per te il figlio di Graziano appresti
Per te i traguardi odorati
Che a Valentino porgeano
Prima che il biscotton l’arresti
E lo fregaron le spagnole pesti.”

Marquez e Lorenzo non gradiranno.
“Il maestro è così, sempre molto tagliente.”

Come passa le sue giornate in Paradiso uno scapigliato?
“C’è un errore di fondo nel suo ragionamento. Lei crede che io sia andato in Paradiso, che passi il mio tempo tra nuvole e angeli?”

Penso che ognuno abbia il suo oltretomba.
“Bene, allora non parli di me come un uomo in Paradiso. Io non vivo in Paradiso, vivo nel MIO Paradiso. Un mondo senza sofferenze e disillusioni.”

Come passa le sue giornate?
“Butto l’occhio al vostro mondo, leggo qualche romanzo di Stephen King e impreco il cielo per la pubblicazione di Twilight. Ordinaria amministrazione.”

E la sua Fosca?
“Abbiamo una relazione un po’ complicata. Lei sostiene che io ami più il mio lavoro di lei. Io le ripeto che l’amore è un vortice di passione, tra cuori dissanguati che si immergono in calderoni di pece e lacrime, mentre un diavolo con occhi rossi si nutre di loro, quando vengono raffreddati dal ghiaccio del Cocito.”

State ancora insieme?
“Si, ma il mio ruolo non mi concede la felicità.”

In che senso?
“Non ho mai voluto una storia d’amore perfetta. Creo qualche disagio. Il disagio è fonte d’ispirazione. Non avevo immaginato che avremmo passato tutto questo tempo insieme.”

E a Carolina va bene?
“Direi di no. Vorrebbe l’esclusiva.”

Non mi sembra convinto.
“No, purtroppo. Quando mi innamorai di lei non era così…in salute. Era bianca, una pelle pallida figlia dell’epilessia. Le crisi, la magrezza, un candore dolce e fragile, il freddo sul suo viso mi scaldava il cuore. Adesso, invece, è così bella. È strano.”

Lei ha avuto un rapporto complicato con il servizio militare. Da soldato a scettico, che cosa pensa dell’idea di Salvini di introdurre nuovamente la leva obbligatoria?
“Ha detto che sono scettico. Non sono cambiato. E Salvini non mi piace.”

Non le piace?
“Direi di no. Fa sempre quello che si preoccupa della gente, ma poi propone sgravi solo per la medio-alta borghesia. Che assurdità.”

Sappiamo che a Foscolo piacciono molto le moto. A lei?
“La competizione è intrigante, ma in tutta onestà è un progresso fine a se stesso. Meglio il ciclismo.”

Il Giro d’Italia è alle spalle, chi l’ha impressionata maggiormente?
“Beh, Froome è stato devastante. Ha mostrato una fantasia che nessuno poteva immaginare. Ha pennellato magia su uno sterrato, impresso speranze in ogni tornante e concluso scrivendo pagine di storia a pedali. Magico.”

Siamo in conclusione, qualche scrittore moderno che le è piaciuto?
“Come dicevo prima, Stephen King non è male, è macabro al punto giusto, ma io preferisco decisamente R.L.Stine. I suoi ‘Piccoli brividi’ mi hanno conquistato. Il mix di ingenuità e scene terrificanti sono un capolavoro.”

Parlando di musica, che cosa ascolta?
“Beh, mi sono dedicato all’ascolto della musica con interesse crescente, attratto dalla differenziazione dei generi e dal cambio tematico dei testi, soprattutto dopo gli anni 60′. Ho apprezzato il primo indie, ho ascoltato “Lo Stato Sociale” e ho amato “The Zen Circus”. Mi piace il loro essere fuori dagli schemi.”

E Calcutta?
“Lasciamo perdere. Va bene fuori dagli schemi, ma “mi sono addormentato di te” non si può sentire. Che cosa vuol dire? Assurdo.”

Che cosa ne pensa dell’accostamento tra Young Signorino e Marinetti?
“Che ai miei tempi si faceva uso di droghe più leggere. Da una parte un autore di alto livello che scriveva ogni parola ragionando, dall’altra Marinetti. Ovviamente ironizzo. Credo che il paragone non sia totalmente sbagliato, alla fine Signorino ha provato a fare qualcosa di diverso e se si fosse fermato a “Mh ha ha ha” l’avrei anche compreso. Ma da “La danza dell’ambulanza” è evidente che non capisca un…”

Va bene, non continui oltre. La ringrazio infinitamente per il tempo concessomi e le auguro che Foscolo possa cominciare a fidarsi di lei.
“Ah, non si preoccupi. Sono sicuro che quando vedrà la mia camera con tutti i suoi ritratti e le sue poesie appese non potrà fare altro che apprezzarmi.”

 Non ebbi il coraggio di dire nulla. Tarchetti sparì nelle ombre e io mi ritrovai solo con me stesso, ancora una volta.

 

 

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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