Dalla parola all’immagine: Il fiato sospeso di Vecchini e Sualzo

Fiato sospeso

Conoscete tutti la sensazione di quando si rimane con il fiato sospeso? Quella sensazione che fa mancare l’aria, perchè tutta quella che ci è rimasta la teniamo intrappolata nel nostro petto.
Lo proviamo quando stiamo aspettando di sapere qualcosa o di vedere qualcuno, quando abbiamo paura e tratteniamo il respiro sperando che tutto possa passare in fretta. Ma anche quando ci tuffiamo in acqua, che sia una scogliera o un trampolino, dobbiamo trattenere il fiato per sopravvivere in un ambiente che non è quello a cui siamo abituati.
E la rubrica di oggi riguarda questo argomento: una graphic novel di Sualzo e Silvia Vecchini che si intitola,  Fiato Sospeso.
La protagonista è Olivia, una ragazzina di dodici anni, affetta da una grave forma di allergia che la costringe a vivere a metà. Deve stare attenta a quali cibi mangia, ai tessuti e ai colori dei suoi vestiti, a ciò che sta attorno a lei e ciò che tocca. A scuola è la tipica adolescente emarginata; il suo unico amico Leo, ha un’intelligenza fuori dalla media e insieme, cercano di darsi supporto.
L’unico momento, in cui Olivia non si sente rinchiusa in una bolla, è quando nuota, quando rimane con il fiato sospeso. Sarà un’avventura inaspettata per risolvere un giallo attorno ad un furto all’interno della scuola, che metterà Olivia davvero alla prova. Permettendole di affrontare davvero la sua malattia e di diventare grande.
Grazie a Silvia Vecchini, come autrice e Sualzo come illustratore, questo lavoro compensa perfettamente narrazione e immagini. Laddove mancano i dialoghi, l’introspezione è resa con l’intensità del tratto e della scelta grafica.
Questo perfetto equilibrio, crea una graphic novel per bambini, con una protagonista molto giovane che si ritrova a dover crescere, con tutti i problemi che ne conseguono.
Ci ritroviamo in questo lavoro a pensare al nostro passato o a quello delle persone più giovani accanto a noi. A quella volta in cui ci siamo sentiti diversi perché qualcuno ci ha voluto far sentire così.
Anche da adulti, capita spesso. Ma Fiato sospeso ci insegna, che quel momento poi passa. Passa, se troviamo qualcosa che ci protegge e che ci dà la sicurezza di andare avanti con le nostre forze. Quell’amico che parla la nostra lingua o quel luogo dove tutto sembra essere al posto giusto.

Fiato sospeso

Una graphic novel per bambini può insegnare tanto anche agli adulti e questo lavoro lo dimostra. Insegna cosa significa crescere, cosa significa sentirsi diversi. E questo è utile non solo ai bambini, ma anche a chi li cresce, per ricordargli come ci si sente a vivere con il fiato sospeso e fare in modo che nessuno più si senta così o faccia sentire così qualcun altro.

Fiato sospeso

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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