Dalla parola all’immagine: Cyril Pedrosa e la saudade necessaria

Cyril Pedrosa

Chi sa cosa significa saudade? Quella parola portoghese intraducibile che ritorna, nella musica nell’arte e nella vita anche al di fuori del Portogallo. Saudade è malinconia del passato, del presente e del futuro, una sana accettazione di quel che è stato e una presa di coscienza del presente e di quello che potrà accadere.
Una parola che rappresenta lo stato d’animo di un Paese e del suo popolo. Questa premessa è necessaria, per presentare il lavoro di Cyril Pedrosa, illustratore e fumettista francese che nel 2011 ha pubblicato un’opera che l’ha reso famoso a livello internazionale: Portugal.

Cyril Pedrosa
Una graphic novel che racconta di Simon, un disegnatore che sta vivendo una tipica crisi creativa, oltre che un forte disagio nella sua vita sentimentale. Poi, per partecipare ad un piccolo festival del fumetto, si reca in Portogallo, dove nuove sensazioni lo risvegliano dal punto di vista personale ed emotivo. Suo nonno aveva lasciato il Portogallo, per poi andare vivere in Francia. Lì ci sono le sue radici, anche se non conosce la lingua, anche se i ricordi sono sfuocati e lontani, sente di appartenere a quel posto. Sente la necessità di ritornarci e di recuperare la storia della sua famiglia e del suo passato. Come se recuperare le nostre radici sia fondamentale, per farci capire chi siamo realmente nel presente e nella vita che abbiamo scelto di vivere.
Capita spesso di ritrovarsi in un luogo, in una città, e di avere la sensazione si farne parte. Come se quel luogo riuscisse davvero a risvegliare le nostre emozioni più profonde, regalandoci una vita piena.
Lo stesso succede a Simon, e Pedrosa lo racconta perfettamente, grazie ai colori caldi, a un tratto aggrovigliato e delicato, che fa passare al lettore tutto: la sensazione che ci sia qualcosa di fuori posto nelle nostre vite, l’esigenza di ricostruire la propria storia, la necessità di farsi cullare dalla malinconia.
Grazie al suo stile di illustrazione, viene trasmesso infatti quel sentimento malinconico, che diviene uno stato d’animo in cui danza il protagonista. Quel sentimento è la saudade, tipica del Portogallo, in cui ci siamo ritrovati anche noi almeno una volta nella vita e che anche è tipica degli artisti.
Quello stato di velata tristezza che permette di sviscerare la propria arte, ricca di sentimenti in grado emozionare le persone a cui questa arte si rivolge.
Dopo quest’opera, Pedrosa ha dimostrato, nel 2015, di essere capace di esplorare l’animo umano, con Gli equinozi. Qui racconta le quattro stagioni. Per ogni stagione c’è una storia, uno stato d’animo, un protagonista e un tratto differente che possa raccontare al meglio queste emozioni.

Cyril Pedrosa

Si può dire che questo artista non sia solo un illustratore o un narratore, ma è un esploratore. Esplora nell’animo dei suoi personaggi e ne estrae dei sentimenti profondi e universali, in cui non solo possiamo ritrovarci, ma anche consolarci.
Sì, perché quella malinconia, che Pedrosa racconta attraverso le immagini e i tratti nervosi, fa parte dell’essere umano ed è necessaria per tutti gli artisti e tutte le persone che vogliono vivere a contatto con le proprie emozioni, facendosi cullare anche da quelle apparentemente più cupe.

 

Portugal

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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