Dalla parola all’immagine: La fine dell’amore e le sue 13 facce

La fine dell'amore

Quante sono le facce dell’amore? Sono tante, più di quante possiamo immaginare. Non c’è solo l’amore più classico, quello che conosciamo tutti, quello che ti fa dire cose stupide, con una voce stridula e ti fa scrivere cose romantiche. L’amore può essere quello per un animale, per un familiare, per il proprio lavoro. Si tratta di un concetto ampio e in modo ampio lo tratteremo oggi con questa graphic novel decisamente interessante, con un titolo che parla chiaro: La fine dell’amore.
Però non è così tragica come sembra, in quest’opera. La fine dell’amore viene letta anche in maniera ironica, divertente, in un modo che possa aiutarci a superare le nostre perdite.
Anche se non esiste un modo assoluto per superare la fine dell’amore, questa graphic novel prova  a raccontarne alcuni, in tredici storie, sceneggiate da Ilaria Bernardini e illustrate da giovani artisti italiani.
Ci si può ritrovare, facilmente in tutte, anche nella storia di Jacopo Vecchio, in cui si parla dell’amore e dell’ossessione per qualcosa e non per qualcuno. In questo racconto, Stile libero, l’amore in questione è quello per il nuoto, ma in realtà nasconde quello che ha provato l’artista nei confronti del disegno e del fumetto. Una passione così forte che diventa un’ossessione, soprattutto quando non si concretizza ed è in grado di lacerarti.

La fine dell'amore

E anche chi non apprezza il romanticismo può capire cosa significa trovarsi in una situazione simile, nel lavoro, in una passione artistica o in un talento che si ha, magari nascosto. Lo stesso, si può provare leggendo Hai qualcosa da dirmi, di Marta Baroni, che racconta la fine di un’amicizia in modo silenzioso, quel modo che può far male come la fine di una qualsiasi altra relazione amorosa.
Poi c’è anche la fine dell’amore più classico e immediato, quello di Andrea ama Anna anche con i capelli sporchi di Elena Triolo. Qui, in cui il protagonista, Andrea, si pronuncia in una grande verità sulle relazioni finite: tra due settimane starò meglio, tra quattro di più e tra sei mesi sarò di nuovo felice. Quel concetto del tempo che fa passare tutte le ferite, ma solo se capita agli altri, perchè quando capita a noi ci sentiamo solo morire. Anche Silvia K, racconta la fine di una relazione in Questa mattina ti ho perso, in cui la protagonista segue una lista di cose da fare per rimettere in ordine la sua vita. E l’artista, ha anche dato una sua personale visione dell’amore, paragonandolo all’herpes:

L’amore è un po’ come l’herpes, non passa mai e nei momenti di difese immunitarie basse tornerà all’attacco come una mazza chiodata sulle gengive.

La fine dell'amore

Sarà davvero così? Una malattia che torna e non passa mai? Può essere, ma è anche qualcosa di cui non possiamo farne a meno, anche se quando un amore, qualsiasi esso sia, finisce, ci ritroviamo a dire “mai più” davanti ad un super alcolico o ad una festa piena di amici che cercano di consolarti.
Ma poi, passata la sbronza, ci ricaschiamo e a quel punto dobbiamo ricordarci di stare attenti, ma non troppo. Perchè vivere un amore con il freno a mano non porta nulla di buono, se non una strada percorsa in modo tremolante e con il fischio dell’auto che ti ricorda che così non puoi andare avanti.
Quindi è meglio ricascarci, ogni volta come se fosse la prima e poi consolarci con le nostre passioni, la nostra arte e, in questo caso, una graphic novel che prova a darci qualche consiglio.
Perchè sappiamo tutti che alla fine passerà ma, nel frattempo, non ne vogliamo sapere.

 

La fine dell’amore. Graphic short stories

The following two tabs change content below.

Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

Ultimi post di Eva Pettinicchio (vedi tutti)

Sii il primo a commentare

Rispondi

Privacy Policy