Dalla parola all’immagine: Habitat

Habitat

Il disagio politico e sociale vissuto dai giovani di oggi, si percepisce chiaramente. Lo si vive, lo si legge, lo si vede. E quando si parla di un giovane ragazzo che vive a Bologna con la sua ragazza in uno di quei appartamenti affitati in nero, con le agitazioni sociali e politiche che imperversano in città, questo disagio appare sempre più chiaro.

Habitat di Raffaele Sorrentino ci porta in una realtà dove non sembra più esistere il reale.

Questa è la storia di Habitat, un fumetto indipendente firmato da Raffaele Sorrentino, che ci mette di fronte ai disagi giovanili, ma soprattutto al disagio del giovane protagonista. Lui è Gabriele, vive con Giulia e quello che sta succedendo nella sua vita e nella sua città va ad intaccare fortemente la sua mente e la sua stabilità. Una pazzia che lo porta ad allontanarsi dalla realtà, senza quasi riconoscerla più. Il confine tra ciò che lo angoscia e ciò che vive davvero non esiste più. Così Gabriele diventa protagonista di un incubo terrificante, ma per nulla surreale.

Habitat

Habitat ci pone di fronte ad un conflitto, profondo e drammatico. Per quanto in questa graphic novel questo cofnlitto sia enfatizzato e sia inserito in un contesto socio politico enfatizzato, in realtà non è nulla di lontano da quanto ci può accadere nel quotidiano.
Le nostre crisi le viviamo, soprattutto se siamo sulla ventina e se la vita appare più complicata di quanto pensiamo di gestire. Abbiamo già affrontato i drammi giovanili in Va tutto bene  di Alberto Madrigal, dove un gruppo di giovani prova a cercare fortuna a Berlino e per loro non è esattamente facile.
Quindi, qui, Gabriele diventa un altro ritratto di questa generazione di giovani in difficoltà, che a volte si perdono e questo senso di vuoto li porta in un’altra dimensione.
Un eroe giovane e moderno che cerca di combattere contro i cattivi, quelli veri. Quelli di tutti i giorni, quelli dell’affitto che non si riesce a pagare, della società che cambia e in cui non ci riconosciamo più, dell’amore della nostra vita che sta con noi e a volte è l’unica cosa che ci tiene su.
Quindi se Gabriele è un eroe, con le sue sfide, i suoi conflitti e i suoi drammi, allora siamo eroi anche noi.
E se pensiamo così, allora sembra tutto meno difficile.

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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