Dalla parola al grande schermo: …tutto torna al punto di partenza

Carol

Mia cara, niente accade per caso e tutto torno al punto di partenza. Nessuna mia spiegazione potrebbe essere di conforto per te, tu cerchi una soluzione, perchè sei giovane. Ma un giorno capirai tutto questo. Tutto torna al punto di partenza. Ci siamo concesse il più straordinario dei regali.”
-Tratto da “Carol

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Scritto in terza persona, nel 1952, Patricia Highsmit creò un romanzo intriso di passioni e sentimenti talmente forti e talmente considerati diversi per l’America degli anni ’50 da diventare un dono enorme.

CarolCarol narra la storia di due donne, storia già raccontata dalla nostra scrittrice Eva Pettinicchio nella sua rubrica Donne che scrivono di donne. E’ la nostra Eva che ci offre una panoramica perfetta del libro di Patricia, un libro che tiene attaccato il lettore dalla prima all’ultima parola.

Ma se dovessimo parlare della parola diventata pellicola? Delle frasi, azioni, citazione non più scritte a penna su carta, ma articolate da bocce fatte di dipinte di rosso?

Come dobbiamo sempre ricordare, c’è la costante presenza di un tempo cinematografico che non può coincedere col tempo narrativo e, quindi, la presenza di tagli dovuti a esigenze di copione o di trama. Nonostante queste differenze, Carol rimane molto fedele nella trasposizione dei suoi personaggi e delle caratteristiche disegnate da Highsmith. C’è da dire, però, che alcuni particolari della trama sono stati modificati in corso d’opera e chi ha apprezzato il libro non ha potuto non notare questi errori.

carol-2015-todd-haynes-01Per esempio, nel libro presentato dall’articolo ‘Donne che scrivono di donne: Patricia Highsmith e la sua Carol‘, Therese ha un sogno, ovvero quello di diventare una scenografa per spettacoli teatrali. Nel film, invece, senza alcun motivo apparente, alla ragazza viene cucito addosso il sogno di diventare fotografa. Forse particolare non molto importante, ma che spesso rende il lettore scontento.

Per quanto riguarda al figura di Carol, nel film, non aiuterà mai economicamente Therese.

Carol

Questa modifica confonde ulteriormente il lettore che si trova davanti alla pellicola, in quanto è un punto molto importante nel libro. Therese, infatti, fra le pagine di Patricia, restituirà un assegno a Carol assieme ad una lettera d’amore. E sarà proprio questa lettera ad essere usata dagli avvocati du Harge come prova nella causa di affidamento. Insomma, una modifica per nulla da tralasciare.

Nelle altre diferenze possiamo citare l’appuntamento fra Therese e Abbia mai avvenuto nel film, oppure Richard che lascia definitivaente Therese, nel film accade quando dopo il ritorno di lei da New York City, mentre nel libro accade tramite lettera.

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O ancora, nel romanzo, Carol e Therese sospettano di essere pedinate da qualcuno e scoprono quest’uomo solo dopo che Therese si accorge di averlo visto negli alberghi in cui alloggiano. Nel film, entrambe già lo conoscevano mentre nel libro nessuna di loro l’aveva mai visto.

Come molti di voi hanno notato è anche dai piccoli cambiamenti che possono nascere grandi polemiche. La modifica delle passioni del personaggio, magari le stesse passioni che ce l’hanno fatto amare, possono far perdere la voglia al lettore di sedersi davanti alla tv e gustarsi la storia su pellicola.

Anche per oggi, il secondo articolo per la rubrica “Dalla parola all’immagine” termina qui, vi do appuntamento a settimana prossima e vi ricordo di seguire la pagina facebook:  Attraverso lo specchio-Blog.

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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