C’era una volta Once Upon a Time: la voce della coscienza

C’era una volta Once Upon a Time: la voce della coscienza

“Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono
di farti ricco dalla mattina alla sera.
Per il solito, o sono matti o imbroglioni!
Dai retta a me, ritorna indietro.”
Il Grillo Parlante, dal libro “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi

Jiminy Cricket - Rubrica Once 02C’era una volta, nella vecchia e polverosa bottega di un falegname,
un piccolo Grillo Parlante che sussurrava all’orecchio di un burattino
per indicargli la stella giusta da seguire.

La prima apparizione del Grillo Parlante in Once Upon A Time risale oramai al lontano Ottobre 2011, precisamente il 23 Ottobre 2011, giorno in cui venne mandato in onda l’episodio Pilota che diede il via a questa grande ed immensa fiaba intrecciata. Ma la prima volta che tutti noi abbiamo visto il suo personaggio, non l’abbiamo riconosciuto subito. Infatti, nella nostra fiabesca Storybrooke, il Grillo Parlante non ha affatto le sembianze di un piccolo animaletto verde con due alette, un cappello e due piccole e sottili antenne sulla testolina, ma bensì quella di un normale uomo dagli occhiali tondi: il dottor Archibald “Archie” Hopper, interpretato da Raphael Sbarge.

Il suo ruolo durante il sortilegio lanciato da Regina era quello dello psicoterapeuta della città. Il suo compito iniziale doveva essere quello di convincere Henry che non esisteva alcuna maledizione che imprigionasse la città di Storybrooke, che sua madre adottiva non fosse la Regina Cattiva e che sua madre biologica non fosse al Salvatrice e figlia di Biancaneve e il Principe Azzurro. Tutto doveva essere semplicemente frutto della sua immaginazione.

Al principio, sottomesso dal forte carattere del Sindaco, Regina Mills, accetta questo difficile lavoro di persuasione ma, in seguito, dopo aver capito che stava facendo solamente del male al piccolo Henry, decide di continuare la terapia dando il meglio di sé e cercando di aiutarlo usando la sua coscienza e liberandosi dalle strette catene in cui lo aveva costretto madre.

Archie e Regina - Rubrica Once 02 “Io ho una cosa da dirle: continuerò la terapia con Henry e, che le piaccia o no, lo farò a modo mio.
“Mi sento sollevata, ma questo non cambia niente, Dottor Hopper. Lei farà come dico o…”
“…o cosa? Mi rovinerà la vita? Darà il peggio di sé? Perché io invece, da oggi, darò il meglio di me!”

-Episodio 1×05That Still Small Voice

Ma quale era la vera vita di Archie nella Foresta Incantata? Chi era realmente e perché tutto ciò che gli accade sembra quasi un circolo vizioso destinato a ripetersi?

Il vero nome del Dottor Hopper è Jiminy Cricket, ovvero la versione inglese di “Grillo Parlante“. Sin da bambino aveva il triste compito di aiutare i genitori, Martin e Myrna, nelle loro truffe. Infatti, durante il loro spettacoli di marionette, Jiminy doveva intrufolarsi fra gli spettatori e rubare loro i gioielli e il denaro dalle tasche o dalle borse.

Ma nel cuore, il piccolo Jiminy portava la voglia di una vita onesta, di libertà; una vita molto differente da quella che gli offrivano la madre e il padre, viaggiando in lungo e in largo come girovaghi.

jimminys-parents

Purtroppo però, a causa della sua debolezza, dopo anni, Jiminy si ritrova ancora legato ai genitori, costretto ad aiutarli nelle loro truffe e senza la possibilità di liberarsi da questo peso che gli sporca la coscienza. Disperato e desideroso di vivere una vita onesta, decide di chiedere aiuto al Signore Oscuro. Jiminy ottiene così da Tremotino una pozione che avrebbe reso i genitori due marionette, in modo da potersene liberare per sempre.

Ma “Magic always comes with a price“, “La magia ha sempre un prezzo“… e sfortunatamente, le cose non vanno come aveva previsto e la pozione viene bevuta dalla madre e dal padre di un piccolo bambino, tramutandoli immediatamente in due burattini senza vita.

Distrutto da quanto ha fatto, Jiminy alza gli occhi al cielo ornato da miriadi di stelle per chiede aiuto e per poter salvare la vita ai due genitori e la risposta non tara ad arrivare.
Nel profondo di una notte illuminata dalla luna, è una piccola creatura fatata a rispondergli. La Fata Turchina.

Jiiminy e Blue

“Non posso far tornare in vita i genitori di quel bambino…”
“Ma… è colpa mia… Devo rimediare in qualche modo. Sono disposto a barattare la mia vita…”
“Ciò che è fatto è fatto, ma c’è una cosa che puoi fare.”
“Dimmi quale! Ti prego…”
“Il bambino, crescendo, dovrà affrontare molte sfide. Ti va di dargli una mano?”
“Non riesco a fuggire da queste persone. Sono i miei genitori… e io… sono come loro…”
“Ma se tu volessi essere diverso, come vorresti diventare?”

Jiminy CricketUn grillo. Un Grillo Parlante.

“Come ti senti?”
Libero!”

“Ora devi trovare il bambino. Rimarrai con lui fino a quando avrà bisogno di te. Va’ a cercarlo subito!”
“Come farò? Non ho mai saputo il suo nome.”
“Si chiama… Geppetto
-Episodio 1×05That Still Small Voice

Personalmente, Archie Hopper, o Jiminy Cricket, è uno dei personaggi che più ho amato, uno dei personaggi più belli e profondi di Once Upon a Time. La storia di un uomo, tormentato dall’amore e dal legame per la sua famiglia, costretto a un lavoro fatto di inganno e truffa che si sente in trappola, incatenato, e che sogna la libertà più di ogni altra cosa al mondo. Un uomo che prima di diventare la saggezza, il sapere, la coscienza altrui ha fatto lui stesso grandi sbagli, sbagli che è stato pronto a rimediare con la sua stessa vita. Perché per poter capire quel è la nostra vera strada, a volte bisogna cadere, rialzarsi e ripartire da lì.

Ma qual è la vera storia del Grillo Parlante? Ci sono molte sfumature simili fra il nostro psicoterapeuta e il vero personaggio. Ad esempio, la finta morte del nostro Archie per mano di Cora. Rappresenta un chiaro riferimento al punto in cui, nella storia originale di Collodi, Pinocchio afferra il martello e schiaccia il povero Grillo. Ma il nostro Grillo non è affatto morto e tornerà ad aiutare il burattino prima come fantasma, una vocina sottile che guida il bambino sulla strada giusta, e poi ancora una volta in vita. Perché? Semplicemente per dimostrare a Pinocchio che “In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno”.

grillo_parlante_Libri

Il Grillo Parlante è uno dei personaggi secondari del libro “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi. Nel suo libro, il Grillo Parlante appare solamente quattro volte e ognuna ha un significato differente.

  • La sua prima apparizione è infatti proprio quando Pinocchio, mentre cerca del cibo a casa di Geppetto, gli lancia un martello perché infastidito dalla sua vocina che lo rimprovera [capitolo IV]. Qui Pinocchio è ancora bambino e non vuole affatto ascoltare i consigli degli adulti, per cui mette a tacere per sempre quella fastidiosa vocina.
  • Nella seconda apparizione, il Grillo è descritto come un “piccolo animaletto che riluceva di una luce pallida e opaca, come un lumino da notte dentro una lampada di porcellana trasparente” che cerca ancora una volta di riportare Pinocchio sulla giusta strada e farlo ritornare a casa da Geppetto mentre il burattino è stato ingannato dal Gatto e dalla Volpe e rischia di perdere tutte le sue monete d’oro [capitolo XIII].
  • Terza apparizione, il Grillo diviene, assieme al Corvo e alla Civetta, uno dei tre medici che visitano Pinocchio a casa della Fata Turchina. Il Grillo, dal canto suo, è l’unico che riesce a capire che il piccolo burattino sta solo fingendo di stare male e subito gli elenca tutti i suoi comportamenti sbagliati, dicendogli: “Quel burattino lì è un figliuolo disubbidiente, che farà morire di crepacuore il suo povero babbo!”. Pinocchio, allora, iniziando finalmente a comprendere gli sbagli che ha fatto sino a quel momento, scoppia a piangere per la vergogna [capitolo XVI].
  • Nell’ultima apparizione, la quarta, il Grillo Parlante è tornato in vita. E’ proprio lui a ospitare Geppetto e Pinocchio nella sua capanna di paglia regalatagli da una “graziosa capra con il pelo turchino”, la Fata Turchina, dopo che i due si sono salvati dalla pancia del pescecane. Ed è proprio qui che, nonostante gli sbagli del burattino, di fronte alle sue sincere e sentite scuse, il Grillo Parlante gli dimostra tutta al sua comprensione e decide, così, di aiutarlo.
N.b. Tutte le citazioni sono prese dal libro “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi.

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Questa è la storia del piccolo grillo. Una piccola voce che sussurra e indica la stella giusta da seguire, la via giusta da imboccare, la strada più sicura da prendere. Forse non ci saranno grandi parallelismi o grandi scene riprodotte fedelmente con il personaggio di Archie Hopper di Once Upon A Time, ma il modo in cui è stato rappresentato credo rispecchi perfettamente il personaggio di Collodi.

Alla fine, il piccolo grillo è semplicemente la coscienza di tutti noi, sopita nell’infanzia e rifiorita crescendo.

Archie lo è stato per Henry sin dal primo momento, forse all’inizio sbagliando e non seguendo la propria coscienza, ma alla fine, in un certo senso, quella vocina ha riportato sulla retta via anche se stesso. Perché il Grillo Parlante, benché fastidioso, risiede in tutti quanti noi. E prima di diventare “coscienza“, ha fatto anche lui i suoi sbagli.

Pinocchio

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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