Benvenuti in piazza Laira

benvenuti in piazza laira

Mi chiamo Narciso e sono uno scrittore, sto scrivendo queste memorie solo per diletto eppure sento che sono la cosa più importante che io possa raccontare. Voglio lasciare un mio ricordo, per invitare alla riflessione chiunque finisca per piacere o per caso in questo mio piccolo paesino.

Il mio nome già lo conoscete, così come anche la mia professione, ma già da subito devo raccontarvi di qualcuno, mio padre, e della cosa, o meglio del posto, che mi ha reso la persona che oggi vi sta parlando.

Il suo terreno è coperto con un manto di soffici sampietrini dalle sfumature più originali di grigio e di bianco; al suo centro è padrona di casa la fontana dei caduti, i tre ragazzi più sorridenti che abbia mai visto. Infatti ogni sabato sera, da ragazzo, vi passavo sotto con gli amici e li omaggiavamo col saluto militare, offrendogli un goccio del nostro vino ma loro simpaticamente rifiutavano con gentilezza. Tornando al mantello di sampietrini, devo precisare che non è come quello di molti piccoli paesi lasciati al tempo, il nostro è ben tenuto, di forma circolare e ben levigato. Dall’alto mi è sempre piaciuto immaginarmi un lago venato di perle che rende la scultura un’isola solitaria. Eppure, anche se nella fantasia, ho sempre fatto fatica a crearmi quell’immagine perché, dovete sapere, la piazza è sempre piena di persone, del più vario genere o stato d’animo. Mercanti, artisti, affaristi e chi più ne ha più ne metta, col sole paglierino del mattino o col caldo tramonto sembrano sempre esser in giro per una qualche missione.

Questo luogo non solo mi ha visto negli anni, ma mi ha persino cresciuto al pari di mio padre. Vi è sempre qualcuno disposto ad aiutarti se ne hai bisogno, sempre qualcuno che urla o che ti sgrida quando sei bambino, ma ogni volta poi ti offre una focaccia e del tè freddo sotto il cielo basso e intenso del nostro piccolo paesino di montagna. Nel bene e nel male non si è mai da soli in questa piazza. Nel bene ci sarà sempre qualcuno con cui ridere e nel male troverai sempre qualcuno che raccoglierà le tue lacrime, se lo vorrai.

Oggi è il 25 aprile del 1945 e io, per la prima volta nella mia vita, dovrò abbandonare questo luogo, in cui vi lascerò il cuore e l’anima. Volterò lo sguardo, una volta che sarò uscito dai confini per raggiungere la capitale e accogliere mio padre, caduto durante gli ultimi mesi di questa infinita guerra. Volterò lo sguardo e cercherò di dipingere nella mia mente il quadro più magico che potrò mai possedere, il ricordo di mio padre che mi ha cresciuto in quella piazza e io, in braccio a lui, che rido a crepapelle.

Lunghi giorni mi aspettano, ma a voi che leggete le mie memorie e che sarete finiti qui per sbaglio o per svago, voglio dire una cosa molto importante: io sono Narciso, sono uno scrittore cresciuto in questa piazza che neppure la guerra più grande mai vista prima è riuscita a rovinare e col cuore in mano, mentre la saluto, vi lascio con le parole che avrebbe detto mio padre incrociandovi all’ingresso del paese e riconoscendovi come estranei: “Qui sarete felici e benvenuti in Piazza Laira.”

benvenuti in piazza laira

 

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Carlo Marchioni

Vorrei dire: sono convinto che volare sia possibile, basta solo avere pensieri felici, ma sarebbe citare in malo modo un mio idolo. Dico quindi che sono uno scrittore, autore della saga di Àdaran, co-creatore di IoVoceNarrante.com e, come tutti gli altri, un amante della lettura.

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