E se… Bella non avesse mai incontrato Edward?

How i met your Twilight.


Mi ero sempre rifiutato di leggere un libro come Twilight, ma alla fine ho dovuto cedere a questo irrefrenabile istinto masochistico. Galeotto fu lo scadente palinsesto satellitare, un tasso alcolemico sopra la media e la voglia di rispondere alla domanda: sarà peggio il libro o il film? Dal mio punto di vista il primo, almeno durante la visione del secondo non ero sobrio.
Non mi dilungherò troppo nel giudizio critico dell’opera, dato che negli ultimi 10 anni si è parlato abbastanza sia della Meyer sia della carismatica interpretazione della Stewart, ma cercherò di rispondere a modo mio all’eterna questione che ogni amante e detrattore di Twilight, in questi due lustri, si è posto almeno una volta.
No, la domanda in questione non riguarda la brillantezza dei vampiri, ma la trama.
Che cosa sarebbe successo a Edward se Bella non si fosse mai trasferita nello stato di Washington?

Immaginiamo.
La madre di Isabella decide di non intraprendere un viaggio con il nuovo marito e la ragazza, con somma gioia delle sue turbe adolescenziali, resta nella soleggiata Phoenix.
A Forks, in un liceo che, forse a causa dell’atmosfera grigia che accompagna la saga cinematografica, è sovrappopolato da anemici in evidente stato di trip da fotosensibilità, il giovane Edward ‘’cresce’’ in tutta tranquillità. Lontano dall’amore e dalla mancanza di empatia dell’amata, il vampiro riesce a tenere le distanze dai suoi (apparentemente) coetanei. Nessuna festa con umani nel clan dei Cullen, nessuna intromissione di James e Victoria e zero voglia di vendetta per la rossa. I Cullen vivono in pace, tra un bicchiere di rosso e una porzione di carne, con un atteggiamento snob e un ciaone ai Volturi.

La pace di Forks s’interromperà anni dopo, quando, in seguito alla collisione accidentale tra una moto e una macchina, Edward e Jacob romperanno l’accordo tra creature fantasy, scatenando una guerra tra clan che terminerà con il trasferimento e l’isolamento nella foresta per i pochi mannari sopravvissuti.

La rabbia di Jacob, salvatosi grazie all’aiuto di Charlie, sarà devastante, ma solitaria. Il giovane lupo si precipiterà senza riflettere in casa Cullen, cercando un confronto con Edward.
Le minacce, le provocazioni, lo scontro tra testosteroni alfa all’insegna della correttezza. Uno contro uno, senza intromissioni. A Jacob non basta la grinta, non serve a niente la potenza. Edward è più forte, più veloce, più lucido. Intrappola l’avversario, gli mette al collo le mani. Una condanna a morte arriva dagli spettatori. Victoria, folle perché il compagno James è stato ucciso dal ragazzo-lupo in uno scontro, si avvicina. Invoca la sua fine, ma lo fissa negli occhi e qualcosa accade.

Jacob guarda Victoria, Victoria guarda Jacob. L’imprinting, all’improvviso. Il sorriso del lupo, Edward lo lascia andare. Torna umano. Tra gli sguardi sconvolti del clan, vampiro e lupo diventano una cosa sola in un singolo bacio. Pochi istanti, poi l’odio invade di nuovo lei.
Jacob Black non ha neppure il tempo di reagire. Negli occhi si è spenta la fiammella della sua anima.
I Cullen hanno vinto. Forks può tornare a vivere nella pace creata dalla fine dei contrasti.
E Bella? Vive a Detroit, ha un bambino ed è sposata con un politico settantenne conosciuto durante un viaggio a Manatthan.

In fondo si sa che ha sempre avuto un debole per gli uomini più grandi.

Dite che non è credibile? Beh, dopo aver visto brillare un vampiro, tutto è possibile.

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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