Come un romanzo

Come un romanzo.
Scontato. Troppo spesso diamo per scontato di sapere leggere e di poterlo fare liberamente, trascurando i libri, buttando il tempo e perdendo noi stessi nel vivere quotidiano. Serve davvero leggere, in un mondo che corre così freneticamente? Ci serve ritagliare uno spazio dedicato alla lettura, mentre la tecnologia e i social network hanno reso quasi obsoleto tutto ciò che non sia un video o la gif di un gattino?
Si, leggere è fondamentale. Apre la mente, apre l’anima, libera il cuore da un peso.
‘Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.’
Quando bisogna trovare il tempo per leggere?
Come bisogna approcciarsi alla lettura?
Daniel Pennac, in poche pagine, ci regala i motivi per leggere, e il tempo per amarlo, regalando parte di se stesso al lettore.

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‘In fatto di lettura, noi lettori ci accordiamo tutti i diritti, a cominciare da quelli negati ai giovani che affermiamo di voler iniziare alla lettura.

Il diritto di non leggere

Il diritto di saltare le pagine

Il diritto di non finire il libro

Il diritto di rileggere

Il diritto di leggere qualsiasi cosa

Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)

Il diritto di leggere ovunque

Il diritto di spizzicare

Il diritto di leggere ad alta voce

Il diritto di tacere’

 

Dieci diritti, un unico dovere: leggerlo. Tre motivi per farlo.
1 – E’ ironicamente contagioso. Pennac è un maestro a far sorridere sfruttando il quotidiano vivere.
2 – E’ reale, riesce a contestualizzare nel suo (nostro) tempo una passione considerata ‘demodè’, facendo venire voglia di leggere.
3 – Ispira a usare la fantasia, a viaggiare in un mondo romantico che vive solo nella testa di chi sa sognare, a caccia di spiriti di festa nascosti tra le righe di un testo

 

 

 

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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