Come scrivere il finale del tuo racconto

Eccoci qui, con uno di quei momenti fra i più difficili in assoluto per ogni scrittore al mondo: il finale.

Moltissime sono state le situazioni in cui, con la testa fra le mani, ho pensato e ripensato a quando e come far finire una delle mie storie in maniera incisiva. Perché insomma, un finale di merda rende tutto il libro una merda. Un po’ come se ascoltaste un gruppo musicale, l’inizio e la fine di un concerto hanno valori più alti del resto delle canzoni.

Cercherò di darvi due dritte sul come analizzare il tutto essendo che non è possibile fare una vera e propria guida su questo argomento: troppe variabili, troppe incognite.

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Esistono più tipologie di finale. Esatto, non tutti i finali sono uguali, sono stati invece racchiusi in 3 macro-categorie:

1# Finale chiuso: è una conclusione che risponde a tutte le domande poste nel libro, nonché chiude tutti gli archi narrativi aperti durante la storia. Ogni personaggio è giunto al termine della sua vita narrativa.

2# Finale aperto: è stato molto di moda negli ultimi tempi e molto in voga soprattutto nei romanzi di genere, ha lo scopo di lasciare il dubbio nella mente del lettore, nonché dargli la possibilità di decidere lui il finale di quella storia, di “indovinarlo”, in base a quanto ha letto e alle informazioni che ha recepito. Il finale aperto è naturalmente molto in uso anche in quei romanzi che prevedono un seguito.

3# Finale circolare: si trova molto di frequente nei romanzi horror e del soprannaturale, ma non solo. Il finale circolare fa ritornare il lettore al punto d’inizio, concludendo la storia da dov’era cominciata, o tramite l’utilizzo del flashback, oppure tramite una semplice ciclicità (ripetizione) degli eventi.

 

Individuare la fine degli eventi. Sembra una stupidata ma dopo il finale, non deve seguire nient’altro. Dovete pensare esattamente a quale sarà il momento in cui non ci sarà più nulla da dire, più nulla in sospeso, a meno che non sia voluto (ma anche in quel caso, non ci sarà più nulla da dire). Se mentre scrivete il finale vi vengono in mente rami della trama su cui si può ancora scrivere, bloccatevi e spostate il finale. Ci sono stati casi in cui gli scrittori ci hanno messo molto più tempo a trovare il finale giusto che a scrivere l’intero libro, tanto per dimostrare quanto possa essere importante trovare il giusto finale per un libro. Ricordatevi che un finale deludente non farà rimanere il vostro libro nel cuore di nessuno, rimarrete nell’oblio insieme a tutti quegli scrittori che non seguono le mie guide.

Molti scrittori iniziano a scrivere la loro storia perfino dal finale. Questo è il metodo che uso io. Una storia mi viene in mente pensando alla conclusione della stessa, poi vado a ritroso fino a trovare un bel punto da dove iniziare. Spesso utilizzo una parte delle 50 pagine finali come prologo, così che leggendo, si arrivi da dove tutto è partito, ma non sto dicendo che sia il modo giusto, però potrebbe essere che non ci avevate mai pensato, provate.

Trova il “conflitto principale” della tua storia. Fai una lista di tutte le soluzioni al conflitto, risolvi le questioni e vattene con classe. Come detto precedentemente risolvi ogni sotto-trama ma non è necessario che tutto trovi una spiegazione esauriente, ma tutto deve venire allo scoperto.

Non andare fuori traccia.  Molte volte si rischia di scrivere a vanvera e nel chiudere il proprio racconto, di uscire da quelle che sono le linee della nostra storie. Questo succede spesso perché mentre scriviamo ci immaginiamo tutto, come fosse un film, ma scrivendolo dovete assicurarvi che la gente capisca che cosa state immaginando. Far leggere il finale ad un esterno aiuta molto perché non avrà paura di dirvi “fa schifo”.

Segui la traccia, se non ce l’hai, butta tutto e falla. La tua traccia è l’amica più preziosa che uno come te può trovare mentre scrivi qualcosa. E’ lei che fa si di darti tutte le sicurezze di cui hai bisogno in momenti delicati come questo: “dov’è il climax, dove cresce l’azione, dove cala?”  “Qui, qui e qui, tranquillo ci sono io, la tua amica Traccia.”
Essere ben consapevole di ciò ti aiuta a trovare il momento adatto in cui terminare la storia.

Non c’è molto altro da dire riguardo a questo argomento. Potrei scrivere per ore ma vi incasinerei solamente le idee, ma sappiate che è corretto star giorni a pensare a come chiudere una storia. Se l’incipt fa incuriosire il lettore, il finale lo fa innamorare, ripetetevi questi, non abbiate fretta in nulla, mai.

 

Esempio: io sono un amante dei finali aperti, nonostante mi capita spesso di utilizzare finali circolare, dipende dalla storia. Vi voglio portare uno dei miei finali preferiti, ovviamente un finale aperto ma non si tratta di un libro, bensì di un film: Cast Away.

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Egli torna nella società dopo aver vissuto per quattro anni da solo su un’isola, e non sa come andare avanti con la propria vita (sebbene sappia di doverla vivere, nonostante tutto). Un gran finale che lo vede ad un incrocio fra quattro strade, in mezzo al nulla, senza la certezza di sapere dove andare.

Ecco, qui dentro abbiamo tutto. In quell’immagine è stato detto tutto e ci fa immaginare tutto. Riusciamo a capire cosa potrebbe provare il protagonista nonostante ognuno di noi avrà delle sensazioni diverse e d’un tratto, tutta la storia vista fino a quel momento, ci piomberà addosso in un’unica e potentissima emozioni facendoci ricordare, per sempre, di quella serata davanti a quel film.

 

 

 

 

Sapete, come sempre mi piace cazzeggiare su internet. Mai nessun luogo è stato così meravigliosamente
Vi mancavano le mie guide eh? Cani. Eccomi, sono tornato. Questo è un argomento veramente
Ho notato con piacere che l'articolo "Come creare un personaggio" vi è piaciuto, parecchio, o
Questo è sempre stato un argomento molto interessante. Credo di aver speso ore ed ore
Secondo le statistiche, l'Italia è uno dei paesi con meno lettori in Europa. Si, siete

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Dario Pasin

IoVoceNarrante cercava scrittori di talento, colmi di passione e con grandi capacità che volessero far notare al pubblico quanto loro valgono. Io cosa c'entro in tutto questo? Assolutamente nulla, per questo ne sono il fondatore.
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