Run away from the darkness: Capitolo 8

Disclaimer:
I personaggi di seguito descritti sono stati ideati
da Martin Gero e fanno parte dello show tv “Blindspot”.

Questa storia non ha scopo di lucro.

Run away from the darkness

“Amami, ma non fermare le mie ali se vorrò volare.
Non chiudermi in una gabbia per paura di perdermi.
Amami con l’umile certezza del tuo Amore ed io non andrò più via
e se sarò in un cielo lontano ritroverò la strada del tuo pensiero.
Se sarai con me ti insegnerò a volare e tu mi insegnerai a restare.”
Preghiera Indiana

Capitolo 8

Jane si sentì pervadere da un senso di irrequietezza, come se le parole che Weller aveva appena articolato le avessero fatto riaffiorare ricordi che avrebbe voluto lasciare nell’oblio. Si sentì scossa e senza energie, quasi si fosse svuotata, consumata dalle poche certezze che era riuscita a ritrovare.

Rimase immobile, mentre Kurt cercava di farle capire che non doveva sentirsi responsabile di quanto era accaduto. Ma lei non lo stava più ascoltando. Fissava il vuoto davanti a sé con l’immagine dell’anello scolpita nel buio. Sapeva da dove proveniva, sapeva che era stato Oscar a donarglielo e sapeva di averglielo restituito prima di farsi cancellare la memoria. Aveva rotto il loro legame, un legame forse indissolubile quando era ancora Remi, ma che era diventato inesistente una volta risvegliata in questa nuova esistenza.

– Jane… – La richiamò a sé poggiando dolcemente una mani sulla sua spalla.

Lei spostò lo sguardo sul suo volto. – C’è scritto il mio nome…ed era in casa tua… è stato messo da chi ha fatto del male a Sarah e Sawyer… – Scosse il capo, come se non volesse sentire altre giustificazioni.

Kurt la fissò, sapeva che l’accaduto avrebbe destabilizzato Jane ancora una volta, ma non avrebbe potuto tenerla all’oscuro: su quell’anello era inciso “Remi” ed erano state trovate tracce del suo DNA.

– Oscar è morto. – Mormorò lei, quasi volesse autoconvincersi. – L’ho ucciso con le mie stesse mani.

– Lo so. – Poi aggiunse – Patterson ha detto essere un anello di fidanzamento…

– … che gli restituii. Lo ricordo bene. È stato uno dei ricordi avuti quando eravamo sotto copertura per incastrare RichDotCom.

– Deve esserci una spiegazione. Oscar non può essere sopravvissuto al vostro scontro o comunque lo avresti scoperto dopo esserti infiltrata in Sandstorm. Saresti stata uccisa un secondo dopo aver incontrato Shepherd.

Restò in silenzio guardandosi attorno, dopodiché riprese. – Devi andare da tuo nipote e tua sorella. E io… io devo tornare a casa.  Devo… – Si alzò in piedi – devo andare il più lontano possibile da voi.

– Jane, no! – Lui la fermò prendendola per un braccio. – Non è questo quello che devi fare.

– Sì, invece. Ovunque io vada, qualcuno che amo viene ferito. Devo andarmene via e voi dovete dimenticarvi di me, prima succeda l’irreparabile!

Lui scosse il capo, stringendo più forte la prese ma senza farle male. Non poteva lasciarla andare via, non un’altra volta. Non sarebbe più riuscito a guardarsi allo specchio e a reggere quella separazione.

Lei tentò di divincolarsi, ma lui fu più veloce e con uno scatto rapido l’attirò a sé prendendola fra le braccia. La strinse forte, così forte da impedirle di muoversi. – Ho bisogno che tu resti … – Sprofondò il volto nei suoi capelli, sentendo l’aroma dolce di vaniglia che gli inondava la mente.

Jane restò immobile, stupita e senza parole. Sentì il cuore esploderle nel petto e le guance scaldarsi. Avrebbe desiderato restare lì per sempre, immobile in quella posizione, così dolce da sentirsi al sicuro. Aveva sognato dell’istante troppe volte per riuscire a crede che fosse diventato reale.

– Non sappiamo se si tratta di Sandstorm o di qualcun altro. Non hai più bisogno di fuggire e non ci sarà più nessuno che ti caccerà via. – Le mise una mano sulla nuca, sentendo la morbidezza dei suoi capelli sotto il tatto – E poi, io ho bisogno di saperti al sicuro. Non ti permetterò di allontanarti ancora da me, né per colpa mia, né per colpa di chiunque altro.

Jane chiuse gli occhi mentre ascoltava quelle parole e si lasciò cullare dal suo tono dolce, un mormorio delicato, leggero, quasi come se non volesse farsi sentire dai muri che li circondavano. Finalmente, dopo un momento di indecisione, ricambiò quella stretta portando le braccia attorno al suo collo. – Non posso saperti in pericolo, Kurt. Non posso. Non più.

– Non lo sono e comunque so badare a me stesso. Ciò di cui abbiamo bisogno è capire cosa sta succedendo e se Sandstorm è ancora attivo. Dopodiché, lo distruggeremo una volta per tutte e saremo liberi di tornare a vivere. – La allontanò leggermente. – Ma ho bisogno che tu lavori insieme a noi.

Jane si morse il labbro inferiore. – Ho un lavoro a Brunswick.

– Ci sono le vacanze di Natale. Resta qui. Passa il Natale con noi.

Jane lo guardò negli occhi e lui le prese il viso fra le mani. – Kurt…

– Ti prego.

Jane sospirò. – Devo pensarci. Prima voglio vedere Sarah e Sawyer.

 

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi.

Ma l’amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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