E se… Robert Langdon fosse morto?

Che cosa sarebbe successo se il brillante professore di Harvard non avesse mai partecipato alla ricerca del Santo Graal? Oppure se, invece, per un minimo dettaglio la sua vita fosse giunta al termine prematuramente, magari nella colluttazione con Silas, il monaco albino?
E se Silas non avesse portato il cilicio?
Tante domande, tante ipotesi, una fantasia a raccontarlo.
Per immaginare insieme, occorre rispolverare brevemente la trama del romanzo che portò Dan Brown sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo.
the-con-of-manCome quasi tutti ricorderanno, Robert Langdon è un professore di Simbologia ad Harvard e si trova in Francia per una conferenza e un appuntamento con Jacque Sauniere, curatore della galleria del Louvre. Con il ritrovamento del corpo di quest’ultimo barbaramente ucciso e il nome di Langdon scritto con il sangue accanto al corpo, la sua colpevolezza sembrava sicura.
Dopo una fortunosa fuga dal commissario Bezu Fache, membro dell’Opus Dei e persuaso dal vescovo Aringarosa della colpevolezza del professore, ben interpretato nella resa cinematografica da Tom Hanks, Robert e la sua compagna di sventura, la ‘divina’ Sophie Neveu, trovano riparo nell’abitazione di Sir Leigh Teabing, dopo aver ottenuto in un’antica banca di Parigi un cofanetto, il criptex, con  all’interno quello che poteva essere un messaggio del Priorato di Sion.codice-da-vinci
Dopo un bellissimo racconto dell’anziano lord, in cui più o meno dettagliatamente descrive il Graal, il sarcofago di Maria Maddalena, irrompe sulla scena Silas, il monaco silenzioso, braccio destro di Aringarosa. Silas e la sua forza fisica mettono in difficoltà Robert che si trova con una pistola puntata e viene salvato solo dall’intervento di Teabing, scaltro a notare il sangue colare dalla gamba destra dell’assalitore e collegarlo all’uso del cilicio, una cintura metallica spinata (per citare la versione cinematografica) che permetteva ai ‘buoni cristiani’ di provare, almeno in parte, le sofferenze del Cristo in croce.
Silas viene atterrato e la situazione si ribalta.

Il cilicio. Un dettaglio che sembrava quasi insignificante. Eppure che cosa sarebbe successo se non lo avesse avuto?

L’inglese prova ad atterrare colpendo alla gamba il giovane monaco, senza ottenere l’effetto sperato, anzi, Silas, furibondo, spara un colpo. Teabing cade al suolo, ferito a un braccio, mentre Robert, cercando di approfittare di questa distrazione, si lancia sull’aggressore. Una colluttazione. Secondi di tensione, Sophie con il respiro rotto dalla paura. Un frastuono. Il silenzio.silas
La camicia di Langdon si tinge di rosso, il sangue fa capolino dal suo petto.
Solo un singhiozzo femminile potrebbe rompere il silenzio. Sophie si getta sul corpo dell’amico. In lacrime.
Dalla porta Remy, il maggiordomo dell’inglese, entra di corsa. La pistola puntata su di lui.
Leigh e una parola sola, ‘Rector’, a fermare il monaco.
-Sono io, Silas. Sapevo che saresti arrivato, ma non pensavo così presto.
La confusione del momento, un attimo soltanto di indecisione.
La mano di Teabing che si porta nella tasca. Il telefono che ne esce, mentre quello di Silas squilla.
-Te l’avevo detto. Sono io.
La giovane e ardimentosa poliziotta francese pronta alla vendetta, ma senza speranza. Remy la blocca prima ancora di avvicinarsi.
Robert Langdon è morto. Sophie è in trappola. Leigh Teabing ha in mano il criptex.teabing-spiega
Una situazione troppo ghiotta per non approfittarne, troppo pieno di sè il cercatore per non credere di essere in grado di avere la soluzione a portata di pensiero.
Uno sguardo incrociato con Remy e le mani del maggiordomo si stringono attorno alla gola della donna. Pochi secondi, tutto finito.
Robert e Sophie, anime unite dalla fuga, corpi abbandonati l’uno accanto all’altro.
Cacciare il Graal per rivelare al mondo lo sconvolgente segreto.
Sarebbe riuscito il cacciatore inglese a raggiungere il suo scopo, l’agognata tomba di Maria Maddalena?
Io credo di si, o almeno voglio crederlo.
Pochi giorni di ricerche, un monaco in meno (come in ogni romanzo che si rispetti, anche qua la frase ‘sapeva troppo’ si sarebbe sprecata), un maggiordomo con poche speranze di sopravvivere.
Sir Leigh Teabing che muove i suoi passi all’interno della Chiesa in cui, nella versione originale, Robert e Sophie si accorgono di essere seguiti da numerose persone.
-Sophie?
La voce che segue il vecchio mentre tocca il pavimento dove il sarcofago riposava.
Un lampo.
Gli occhi dell’inglese diventano vacui, la somiglianza tra quella donna e la giovane uccisa erano troppo importanti per non capire che cosa stesse succedendo, mentre la consapevolezza di aver distrutto ciò che voleva proteggere e rivelare affiorava come lacrime dagli occhi.

Il romanzo si cmaria-maddalenahiude mentre la congregazione si avvicina all’uomo che, in ginocchio, prega per la sua anima, sotto i cieli stellati che dovevano incorniciare un nuovo mondo.
‘Dio è morto’, stavolta per davvero.

 

E secondo voi? Come sarebbe andata?

 

"Sotto l'antica roseline il Santo Graal aspetta, che adorna d'opere di artisti incantati. Calice e
GENERE: ROMANZO AUTORE: NATHANIEL HAWTHORNE ANNO: 1850 CONSIGLIATO A: TUTTI I LETTORI AMANTI DEL SIMBOLISMO.
Ed eccoci di nuovo qui, pronti per viaggiare ancora una volta con la fantasia. Sorpassati
Aspettando Godot, il capolavoro di Samuel Beckett, è un’opera che si basa sull’attesa del protagonista,

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino.
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