Una ragazza sospesa – Guardarsi fuori

Una ragazza sospesa
Fotografia di Eva Pettinicchio

Adesso non c’è solo il tizio che viene ogni mattina con la macchina fotografica a scattar foto, ma si è aggiunta anche una giovane scrittrice.
Una ragazza con tanti strappi ai jeans quanti all’animo a giudicare da quanto viene al parco a scrivere.
E non viene a scrivere la tesi di laurea. No, dai. Altrimenti mi crollerebbero tutti i poetici viaggi che mi sono fatta sul suo recarsi in continuazione in un parco pubblico per scrivere.
Il fatto che scriva su un taccuino Moleskine mi fa dedurre che scrive qualcosa per sè e non per commissione. Il fatto che scriva ancora su un taccuino mi fa dedurre che può essere degna dei miei viaggi mentali sull’arte.

Ultimamente indossa sempre canotte, per fortuna. Con questo caldo non le arriverebbe neanche il sangue al cervello.
Non si mette sulla panchina. Anche perchè quella panchina gialla sarà anche stufa di raccontare storie. Più stufa di un barista che sta al bancone fino ad orario di chiusura.
Questa ragazza si mette sotto l’albero, quello che c’è proprio in fronte alla mia finestra.
La cosa buffa è che i suoi orari non si sono ancora incrociati con quelli del ragazzo fotografo.
Potrebbero lavorare insieme, potrebbero conoscersi e unire le loro arti.
Ma anche se il ragazzo fotografo passasse negli orari della ragazza scrittrice non credo che si vedrebbero.

Ho come l’impressione che non sappiano dove si trovano. Che siano in un parco o sul bordo di una discarica, per loro è lo stesso. Non guardano fuori.
Loro scrivono e fotografano di quello che c’è dentro. Ma prima o poi quel dentro finirà, se non iniziano a guardarsi intorno.
Bah, sarà che io non vedo l’ora di tornare a stare fuori. O sarà che non posso più scrivere di quello che c’è dentro perchè altrimenti la carta prenderebbe fuoco.

Quindi mi limito a guardarmi intorno, guardare da questa finestra e dare inizio ad un nuovo viaggio.
No, non mi salvo così, lo so.
Ma almeno rimango a galla, rimango con un piede nella realtà.

Mentre quella giovane scrittrice, non so proprio se sappia più dove sia la sua realtà.

Non ci credo. Se ne è andato. Se ne è andato proprio. Ha allargato la
Dal riflesso del vetro di questa finestra le mie occhiaie sembrano ancora più grigie di
Io non capisco perchè le persone ascoltano la musica in luoghi pubblici senza cuffie. Ma
Ho notato che le giornate si sono lievemente allungate. Le 4 e mezza del pomeriggio

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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