Una ragazza sospesa – Da domani si cambia musica

Una ragazza sospesa - Da domani si cambia musica
Fotografia di Eva Pettinicchio

Io non capisco perchè le persone ascoltano la musica in luoghi pubblici senza cuffie.
Ma perchè mai devi obbligare quello accanto a te ad ascoltare quello che stai ascoltando tu? Il signore con il bastone che passa per il parco tutte le mattine non credo abbia interesse nella musica under ground.
E alle 9 del mattino neanche io sinceramente.
Ho già il mio stereo, certo non è l’ultimo modello di tecnologia, ma non riesco a separarmene e poi continua a fare il suo dovere. Sta qui sempre con me, innanzitutto. E di sti tempi è già una gran cosa.

Ci sono un paio di canzoni che ascolto sempre. Sono quelle canzoni che fermano il tempo, avete presente?
Si, dai quelle canzoni che ti ricordano una persona, una persona che non è più intorno a te. E anche se, se ne è andata, ti ha preso a sberle l’anima e non si ricorda neanche più il tuo nome, con quella canzone tutto si cancella. E il tempo torna indietro in quel momento là. Sì, proprio in quella volta là. E poco importa dove sei tu e dove sia o cosa faccia quella persona, per quei 3 minuti e 40 siete là, con il sorriso e senza cicatrici.

Ma sto divagando.

Non ha dei giorni fissi questo ragazzo. Si piazza sulla panchina rossa, con questa musica che non so se esca da uno stereo o da un paio di casse. Sempre con il suo cappellino di lana arancione, gli occhiali da sole dei blues brothers e della giacca neanche l’ombra.
Ogni tanto gli vorrei urlare di cambiare almeno genere. Non so, a quell’ora magari un jazz. Ho giusto una cassettina fatta da me, che piacerebbe anche al signore con il bastone.

Ma non mi sentirebbe. Non credo neanche di essere più capace a urlare.
Urlavo, per farmi sentire, urlavo, credendo che alzare il tono fosse sufficiente. Credendo che fosse il tono di voce, il motivo per cui le mie parole non arrivavano. Ma no, non era per quello.
E poi un giorno, mi sono ritrovata senza voce e non so neanche come è successo. Come la Sirenetta, ma lei lo sapeva il perchè. L’ha voluto lei, mica mi dispiace. A parte il taglio della lingua, che quello non è piacevole.

Però, ho un quelle canzoni, ho questa penna, che tra poco finirà l’inchiostro di nuovo e questo foglio che può arrivare ovunque. Avete presente gli aeroplanini di carta? Sì, quelli. Quelli arrivano dappertutto.
Ma a quel ragazzo con quel cappello arancione arriverà? Potrei provare a scriverglielo sopra, Da domani si cambia musica.
Almeno capisce che se proprio vuole continuare a far ascoltare la sua musica a tutti possiamo trovare un compromesso.
Che poi il compromesso è una parola che può spaventare. Soprattutto il ragazzo con il cappellino.
Oppure spaventa solo me e la sto facendo diventare una questione di tutti.
Ok, il compromesso è insopportabile.

Però, magari un bel jazz di primo mattino si può anche accettare.

Adesso non c'è solo il tizio che viene ogni mattina con la macchina fotografica a
Non ci credo. Se ne è andato. Se ne è andato proprio. Ha allargato la
Dal riflesso del vetro di questa finestra le mie occhiaie sembrano ancora più grigie di
Ho notato che le giornate si sono lievemente allungate. Le 4 e mezza del pomeriggio

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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