E se…Phoenix fosse diventato cavaliere di Andromeda?

Maglioni colorati imbarazzanti, pantaloni ancora a vita alta, bambini con il caschetto e senza riga rasata o pettinature alla Icardi, Winner Taco nella destra, telecomando nella sinistra e i cartoni su Odeon. L’infanzia traumatica di quelli nati a cavallo tra gli anni 80 e 90. Quando arrivi vicino ai 30 inizi a vivere di rituali malinconici che ti riportano indietro nel tempo. Ognuno ha i suoi, ma tutti sono irrimediabilmente attratti dalle serie e dai cartoni visti da bambini.

Anni 90

Si torna indietro nel tempo riguardando il torneo Tenkaichi, si torna indietro guardando le prime stagioni dei Simpson. Si torna indietro riguardando la battaglia galattica. Poi, dopo aver fatto il pieno di malinconia, succede qualcosa di particolare: inizi a fantasticare. Che cosa sarebbe successo se Goku non avesse battuto Junior? Che cosa sarebbe successo se Bunny fosse stata un minimo più fisionomista da riconoscere la vera identità di Milord? Che cosa sarebbe successo se Andromeda fosse finito sull’Isola della Regina Nera al posto di Phoenix?

It

Oggi risponderemo proprio a quest’ultima domanda. Ancora bambini, gli aspiranti cavalieri affrontarono un sorteggio per capire la destinazione e l’armatura da recuperare a loro assegnata. Pegasus estrasse Atene, Sirio i Cinque Picchi e Crystal la Siberia. Andromeda e Phoenix, invece, si scambiarono i bigliettini e si diressero l’uno nella destinazione dell’altro.

Cavalieri

Ma che cosa sarebbe successo se ciò non fosse accaduto?

E se…Andromeda fosse andato all’Isola della Regina Nera?

Scambio di coppia

Per facilitare la comprensione a tutti utilizzerò i nomi dell’anime e non del manga.

Alman di Tule non acconsente allo scambio e il giorno dopo Andromeda si imbarca verso il suo destino. Una volta arrivato ciò che trova è devastante: un’isola vulcanica dominata da un crudele tiranno agli ordini di Arles. Gli allenamenti sono durissimi e il cuore gentile di Andromeda fatica a reggere. Esmeralda, la figlia del dittatore, cerca di salvarlo, ma durante lo scontro decisivo muore. Andromeda è furibondo, si scaglia sul nemico, lo colpisce, lo stende, ma quando è il momento di ucciderlo esita. La sua natura gentile non gli consente di sferrare il colpo decisivo. Una vita è pur sempre una vita. Il crudele tiranno si rialza e lo uccide senza esitare. Andromeda giace a terra, proprio accanto al corpo di Esmeralda.

Isola della Regina Nera

Mentre Andromeda muore, Phoenix riesce a recuperare la rosata armatura. Diventa cavaliere e torna a Nuova Luxor desideroso di vedere il fratello, proprio mentre la battaglia galattica infuria. Il fratello non c’è. Decide di abbandonare il torneo e si dirige sull’isola per ritrovarlo. Una volta arrivato si trova ad affrontare il mastro. Il sottoposto di Arles lo mette in difficoltà, ma vendica il fratello.

Armatura di Sagitter

La battaglia galattica, nel frattempo, è terminata. Crystal il Cigno ha vinto l’armatura d’oro del Sagittario. Con Pegasus e Dragone massacratisi a vicenda, non è stato difficile per lui sconfiggere Asher dell’unicorno in finale. L’armatura, però, non lo riconosce come suo proprietario. Sembra quasi che abbia una vita propria (o che il manga si chiami Saint Seiya e non Saint Hyoga). Scompare. Arles e Lady Isabel usano le loro forza per recuperarla senza fortuna, così tutto va come nella serie originale. Arrivano alle 12 case. Pronti alla scalata.

Asher dell’Unicorno

La formazione è, chiaramente, diversa da quella originale. Sirio, Pegasus, Crystal e…Asher dell’unicorno. Uno in più serve sempre, e lui non si è certamente tirato indietro. Le prime due case vengono superate agilmente, ma alla terza cominciano i guai. Phoenix, che nonostante non sia una fenice non ha perso il vizio per le entrate a effetto, è lontano. Sirio e Pegasus riescono a passare agilmente, grazie alla vista di Sirio, mentre Crystal e Asher finiscono nella dimensione oscura. La forza del cavaliere di Andromeda non è sufficiente ad aiutare gli amici e tutto si disperde in un mare d’ombra.

Lady Isabel, con il Grande Mur al fianco

Sono rimasti in 3. Cancer e Ioria devono cedere il passo, mentre Virgo e Phoenix si annullano alla sesta. I corpi degli amici sono dispersi, Aquarius non ha fatto in tempo a congelare il suo allievo. Crystal è perduto. Sono solo in 2. Contro Scorpio è il turno di Pegasus sacrificarsi. Vince, ma viene avvelenato irrimediabilmente. Dragone, invece, è costretto al sacrificio contro Capricorn. Pegasus, che essendo il protagonista è comunque immortale, striscia e supera le case.

Aquarius lo lascia passare all’undicesima, ma il tempo è scaduto. L’armatura di Sagitter lo aiuta e lo sostiene, ma non fa tornare indietro nel tempo. Lady Isabel muore ai piedi delle 12 case, Arles ha praticamente vinto, ma Mur dell’Ariete ricomincia la scalata, porta con se Toro, Ioria, Scorpio (ancora vivo e vegeto, ma mosso a pietà per il cavaliere del cavallo alato), Virgo e Aquarius. Atena è morta, ma i redivivi Gold riescono a vendicarla. Una vittoria temporanea e agrodolce. Il nuovo cavaliere di Sagitter piange lacrime amare davanti al corpo della Dea.

Pegasus con il corpo esanime di Lady Isabel

La notte è sempre più oscura, il freddo sta calando rapidamente. I mari in tempesta si alzano. Poseidone è pronto a scatenare la sua ira. Il mondo è ancora in pericolo.

Insomma, secondo la mia fantasia uno scambio di pizzini avrebbe causato la morte di Atena e la conseguente vittoria di Poseidone. E secondo voi? Che cosa sarebbe successo?

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino.
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