E se…Macbeth non avesse ascoltato le streghe?

Macbeth, una tragedia di Shakespeare che indaga nei meandri più oscuri dell’animo umano, tra la bramosia di potere e la paura di perdere. Una cascata di eventi derivanti da alcune profezie. Il desiderio scatenato da una visione di gloria immersa in un mare di sangue.

Macbeth è nella brughiera assieme al fidato amico Banquo, quando tre streghe si palesano sulla scena e offrono a Macbeth tre profezie. Barone di Glamis, Barone di Cowdor e futuro Re. Macbeth si entusiasma nel profondo e, con l’aiuto/obbligo della moglie, inizia a mettere in atto un piano che porti la Scozia ai suoi piedi. Rinuncia a tutto. Orgoglio, amicizia, dignità e onore. Tutto per diventare Re. Senza scrupoli.

Macbeth uccide Duncan, diventa Re, ma non si sente sicuro. Una profezia indicava in Banquo il capostipite di una dinastia di Re, l’ultimo ostacolo sulla strada del potere. Banquo viene ucciso, il figlio Fleance scappa. L’usurpatore vede il fantasma di Banquo, la manifestazione della sua colpa, fuochi fatui di morte.
L’insicurezza, la paura di perdere tutto.

Dalle streghe ancora, per avere lumi sul futuro. ‘Temi MacDuff…nessun nato di donna ti nuocerà…non sarai sconfitto fino a che il bosco di Birnan non muova verso Dunsinane’.
Macbeth è sicuro, mentre il suo mondo crolla sotto ai suoi piedi.
Ma che cosa sarebbe successo senza queste seconde profezie?

E se…Macbeth non avesse consultato nuovamente le streghe?

Macbeth non ordina ai sicari di uccidere MacDuff, i sicari non sterminano la famiglia dell’avversario. Le voci non si diffondono, i figli di Duncan, fuggiti in seguito all’omicidio del padre, continuano a concentrare su di loro i sospetti del popolo, che non vede in Macbeth un tiranno, ma il degno erede al trono.
MacDuff e Malcolm progettano l’invasione, l’esercito avanza dalla foresta, ma le forze scozzesi sono compatte, convinte e vogliose. Battagliano con coraggio, bloccano le avanzate. I Baroni non disertano. Per Malcolm e MacDuff non c’è niente da fare. Il non nato da donna viene catturato e portato imprigionato al cospetto di Macbeth. Poche parole, una condanna a morte. L’esecuzione.

Macbeth è ancora Re, i nemici sono sconfitti, ma altre insidie si nascondono nell’ombra. Il senso di colpa, la paura di aver dato il via a tutto. Il fantasma di Lady Macbeth gira senza pace per il castello, il marito la vede. Si mortifica, non riesce a capacitarsi di ciò che ha causato. Fa uccidere le streghe, ma il senso di colpa non si placa.
‘Loro hanno parlato, ma le mani insanguinate sono le mie…’

In una fredda notte, gli abitanti del castello furono svegliati da un urlo proveniente dalle stanze del Re.
Il corpo freddo di Macbeth giaceva riverso in una pozza di sangue. Bianco con i polsi ancora aperti, mentre sul letto poggiava una lettera con scritte le sue ultime parole.
‘It was my fault…’

Un tagliacarte uccise il suo corpo, i rimorsi lo spirito.

E secondo voi? Come sarebbe andata?

‘Essere o non essere’, parlare o non parlare? Amleto, figlio del re di Danimarca, dopo
"Fra un minuto non saprò più chi sei e tu non saprai più chi sono
Maglioni colorati imbarazzanti, pantaloni ancora a vita alta, bambini con il caschetto e senza riga
Le onde si infrangevano violente sugli scogli, il vento freddo dell’inverno passava tra le fronde,
Mia madre vuole che lo lasci andare coi Guardiani della Notte. Privato di titoli e

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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