Le Interviste Impossibili: Niccolò Machiavelli

Niente Paradiso questa volta. Nessun San Pietro a guardarmi male, mentre mi siedo tranquillamente, in attesa che il mio ospite si avvicini. Una catasta di libri ordinati sulla scrivania, quasi maniacalmente, circondano dei manoscritti.
Devo ammetterlo: ho provato a sbirciare, ma Niccolò Machiavelli è entrato svelto, con la sua veste nera e lo sguardo severo.

Così, una volta ricomposte membra e idee, ho potuto cominciare l’intervista.

Grazie mille di aver accettato questo incontro, che bell’ambiente. È il suo ufficio?
Diciamo che ne è una ricostruzione che mi è stata concessa.

Concessa?
Sì, sa che tecnicamente ero cattolico. Non mi hanno accettato in Paradiso, ma mi hanno concesso di evitare l’Inferno.

Tecnicamente?
Sì, credo che la Religione, se ben utilizzata, possa essere un buon aggregante per i popoli, ma che non si possa pensare di credere in qualcosa soprannaturale come un Dio. Come posso credere a un ragazzo in grado di moltiplicare pani e pesci? Non è possibile.

Eppure ha il suo ufficio, ancora non ci crede?
Ho un ufficio, ma non ho nessuno da vedere. Il nulla si espande attorno alla mia anima, attimi di infelicità, ricordi del passato. Non posso fare altro che vivere con me stesso e con i miei pensieri.

E fuori da questo ufficio?
Non lo so, non esco spesso.

Come passa la sua giornata?
Dialogo, scrivo, osservo. E ho scoperto da poco la tecnologia del vostro tempo.

Vedo che ha un iPhone, intende quello?
Non solo, ho scaricato un accessorio ausiliario interessante e parecchio ludico.

Sarebbe?
Age Of Al. È divertente inserire e posizionare le truppe per conquistare nuovi territori.

Che cosa ne pensa delle guerre del nostro tempo?
Mi sembra che tutto sia diventato molto più sanguinolento e poco tattico. Non occorrono più generali, non servono bravi soldati. È come se si fosse persa la fantasia. Adesso è tutto basato su chi ha le armi migliori, chi è più potente. Una volta serviva una strategia, uno stratega e astuzia. Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi è diventato tutto noioso.

Crede che non ci siano più gli strateghi di un tempo?
Sta scherzando? Ha visto chi sono i ‘decisori’ in caso di conflitto? Se lo immagina Hollande sul campo di battaglia, magari con l’elmetto? Un Principe deve essere saggio, ma anche credibile. Già le truppe sono quello che sono, figuriamoci con personaggi improbabili alla guida. Noto con dispiacere che nessuno ha seguito le mie indicazioni sul mantenimento dell’esercito.

Intende che i soldati non sono adeguati?
Esatto. I soldati di oggi sono dei mercenari, non lo fanno per amore della patria, ma per denaro.
Pensate alla guerra del Vietnam, i Vietcong hanno saputo tenere testa alla potenza americana perché erano motivati. Sfruttavano anche la popolazione. E un contadino che deve difendere la propria fonte di sostentamento è molto più temibile di un diciannovenne brillantinato e attratto dal denaro.

Mi sembra troppo semplicistico come ragionamento, ma non importa. Secondo lei non c’è nessuno all’altezza?
Poco o nulla. La Merkel avrebbe anche la fibra necessaria a guidare una nazione, ma è una donna. Serve il carisma di un uomo per governare. I vostri Renzi e Gentiloni, invece, mi sembrano troppo attenti all’opinione del popolo e non abbastanza disinteressati, mentre gli altri sono solo dei parolai da slogan. Governare non è scrivere un aforismario di frasi fatte. Tutti uguali. Non mettono il bene della nazione al primo posto. Preferiscono conservare la propria poltrona Guardi l’emergenza migranti. Gestirla così è un errore. Invece nutro qualche speranza in Donald Trump. Dice un sacco di castronerie, ma penso che abbia la faccia tosta e il menefreghismo adatto a prendere decisioni difficili. Con questo non dico che mi piacciano tutti i suoi ragionamenti, ma penso che possa essere in grado di prendere decisioni drastiche in caso di necessità.

E con le affermazioni razziste come la mette?
Mette al primo posto la propria nazione. Non ci vedo nulla di male. Sbaglia sicuramente a farne una questione di religione. L’Islam è in grado di essere più unificante rispetto al Cristianesimo. Bisognerebbe riuscire a ricreare un attaccamento del genere alla patria.

Si rende conto che per fare ciò che dice Trump bisognerebbe rinunciare alla propria anima?
Si, ma non credo gliene sia rimasta abbastanza da interessarsi alla questione. Comunque non penso che farà ciò che ha detto.

Ma non siamo tutti esseri umani?
Uno vale uno. E voi siete 7 miliardi. Non sentirete la mancanza.

Non mi trova d’accordo. Questo suo ragionamento è…
Non penso che i suoi lettori vogliano sentire le sue opinioni, ma le mie, giusto?

Si, andiamo avanti. Crede che non siano stati seguiti i suoi dettami del ‘Principe’?
Devo essere onesto. In vita pensavo fosse la mia opera migliore, dopo la ‘Mandragola’. Devo, però, ammettere che aveva molte lacune. Partivo dal presupposto sbagliato. Governare non può essere sempre bianco o nero, ma una scala di grigi. Detto ciò, direi di no. Non sono stati applicati bene e, soprattutto, non costantemente. I Principi odierni di buon livello si sono trasformati in dittatori completi. La dittatura è accettabile, ma non sono riusciti a mediare tra la crudeltà e la pietà. Mussolini ha fatto anche cose buone, il mio giudizio non è negativo, per quanto la storia l’abbia condannato. Ma un Principe deve vincere con il suo carisma, non certo imponendo la sua dittatura. Altrimenti il popolo prima o poi si ribella.

Qua stiamo un po’ sforando con i giudizi. Torniamo a parlare di scrittura. ‘La mandragola’. Che cosa voleva dire?
La politica è il mio argomento preferito, ma è giusto cogliere al meglio le occasioni per dare delucidazioni sulle mie opere.
‘La mandragola’ è un’opera che mette in luce la meschinità del mondo. Nessuno vince in maniera pulita, Callimaco non è il principe. Callimaco è solo un lestofante che bara al gioco del vivere. Inganna e spadroneggia. A lui non resta che il piacere carnale, dalla vita non avrà altro. Il desiderio distrae dai propri compiti.

Non sosteneva, in fin dei conti, che per raggiungere i propri scopi si può anche fare qualcosa di ‘sbagliato’? Il fine non giustifica i mezzi?
Questo è stato sempre il peggiore errore interpretativo commesso al mio riguardo. Innanzitutto, io non ho mai pronunciato quelle parole. Si, il concetto posso anche accettarlo, ma il tutto deve essere contestualizzato al raggiungimento di un bene superiore. Per migliorare le condizioni del popolo, il Principe può imbrogliare. Callimaco non è un principe e non vuole ottenere nessun bene, ma solo soddisfare un desiderio personale. Capisce? Il fine positivo giustifica i mezzi che superano il limite dell’onestà. Sono stato frainteso dal pianeta.

Il ‘bene superiore’ mi sembra una citazione tratta da ‘Harry Potter’, l’ha letto?
Con molto piacere. L’autrice mi piace, non solo tecnicamente. Filosoficamente lascia spunti interessanti. Pensi alla figura di Grindelwald prima e di Voldemort poi. Sono dei Principi, vogliono governare. Il primo era spinto da un motivo valido, il suo bene superiore era accettabile per giustificare i fini, ma, come ho detto, il popolo deve amarti, altrimenti si ribella. Il paradigma dell’errore commesso per la troppa foga. La crudeltà è ammessa, ma deve essere dosata.  Il secondo, invece, non voleva raggiungere un miglioramento del mondo magico, ma solo un intento personale. Lo scopo ha creato una resistenza. Era scontato che non avrebbe potuto regnare.

Quindi nessun principe valido?
Al contrario.

Intende Silente?
No, Severus Piton. Non è solo il principe mezzosangue, ma l’esempio di ciò che bisogna fare. Per raggiungere uno scopo comunitario, seppur mosso da motivazioni sbagliate, è stato disposto a commettere dei crimini. Ha rubato. Ha ucciso. Ha tradito. Sempre in grado di attirare su di lui l’infamia e l’odio del popolo. Questo è un principe. Un uomo in grado di giocarsi tutto, anche la propria reputazione.
Severus Piton è il principe che avrei voluto vedere al governo.

Siamo quasi giunti alla fine, ha qualche rimpianto?
Essermi fidato delle persone sbagliate e non essere stato abbastanza netto. Ah, con il senno di poi mi sarei pentito della mia poca religiosità in punto di morte. Sa, nel dubbio non sarebbe stato male lasciarsi delle porte aperte.

Ci lascia qualcosa di inedito?
Non sono mai stato un poeta, ma ho scritto una nuova commedia ultimamente.

Ce la farà leggere?
No, non ne otterrei alcun vantaggio.

 

Il mio mondo tremò in quel momento, come se tutto esplodesse.
Ero di nuovo nella mia stanza, davanti al mio computer, a trascrivere ciò che Niccolò Machiavelli mi aveva confidato. Il tempo era scaduto. Con l’amaro in bocca e un peso sullo stomaco.

La luce era fortissima. Il cielo sopra la mia testa, limpido e azzurro, si stava
La primavera, i fiori sbocciati da poco e il calore del mondo che si avvia
L’oblio. Il mondo in cui si perdono le tracce di un Dio, il mondo in
Ero immobile e ghiacciato davanti a quell’enorme cancello da mezz’ora. San Pietro mi guardava torvo,

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino.
Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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