Le Interviste Impossibili: Gabriele D’Annunzio

La luce era fortissima. Il cielo sopra la mia testa, limpido e azzurro, si stava annuvolando. Le nuvole divennero un muro bianco, gli alberi che, fino a pochi secondi prima, avevo intorno, si trasformarono in pareti. Una finestra enorme davanti a me era aperta, mentre un uomo con pochi capelli era in piedi davanti a essa. I pugni sui fianchi, i contorni poco definiti. Era ricominciato il viaggio. Davanti a me c’era Gabriele D’Annunzio.

La ringrazio molto di aver accettato questa intervista, sono molto contento di poter parlare co…
Nessun problema, può anche chiamarmi Vate.

Preferirei di no, non mi piacciono le eccessive celebrazioni.
Maleducato. Il silenzio di morte che si accompagna al vuoto dei tuoi pensieri non meriterebbe neppure un confronto, ma che così sia. Che non si dica mai che il Vate si è sottratto a uno scontro.

Pensavo fosse un’intervista, non uno scontro.
Ogni dialogo può essere uno scontro. E può essere il modo migliore per mettere in mostra le proprie abilità.

Non feci in tempo a fare un’altra domanda che le porte della stanza si aprirono e due figure a me note entrarono. Erano Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni, uno con in mano delle pergamene, l’altro con delle sculture. Dialogavano, sembrava ci fosse qualcosa di violento nella mente dei tre. O, quantomeno, in quella di D’Annunzio.

Ho sentito che parlava animatamente con Marinetti e Boccioni (che nel frattempo si allontanarono), che cosa avete in mente?
Sono piani di guerra, niente di più.

Piani di guerra?
Esattamente. La libertà degli uomini passa attraverso la chiamata alle armi, fredde e così inanimate, ma pronte a scaldare i cuori dei giusti e bruciare le menti di chi si fa muovere da ideali sbagliati.

Guerra? Nell’aldilà? Che cosa volete invadere?
Il fiume Acheronte. Non è distante e sarebbe un bel modo di guadagnare spazio e mostrare il nostro valore. Un presidio fondamentale.

Non c’è che dire, ha davvero una passione per Fiume.
Se voleva essere una battuta, non è divertente.

Come mai si distaccò così rapidamente da verismo, naturalismo e positivismo? Non apprezzava Verga?
Non mi distaccai per mancare di rispetto ai poeti e agli scrittori dell’epoca, ma perché non mi riconoscevo in quei movimenti. La realtà è un continuo divenire, è la direzione che il vivere può assumere in ogni momento, ma non potevo cedere al positivismo. Come si può aderire a una corrente così finta, ma che si crede vera? Il decadentismo era una corrente pura, in grado di mettere sullo stesso piano verità e stile. Vuole mettere la bellezza di Andrea Sperelli e il suo essere sopra la media con la tristezza di Rosso Malpelo o padron Ntoni?

Quindi Sperelli lo possiamo mettere sul piano del Superuomo di Nietzsche?
In un certo senso, ma non del tutto. Sperelli è umano, sposa la sua doppia natura, ma la scintilla divina non è la stessa. Guarda Zarathustra, egli è in grado di ottenere una conoscenza superiore e variare il suo ruolo grazie alla sua capacità di isolarsi e riflettere, giungendo al traguardo tramite un percorso personale. Il mio superuomo è un esteta, è qualcuno che non è solo volontariamente visibile, ma che deve addirittura mostrarsi per poterlo diventare e accedere a un livello superiore. Capisci? Diciamo che tra le varie nature, non mi dispiace il paragone con Emerson. Il suo oltreuomo è splendidamente possibile.

Emerson era un trascendentalista…
Non tutti sono perfetti.

Possiamo vedere un precursore del superuomo nel Principe di Machiavelli?
Sicuramente, ma il lato estetico va curato maggiormente.

L’amore per il superuomo non è sicuramente un amore qualsiasi. Non ci sono donne, c’è una donna, LA donna.
Esattamente. Il superuomo è una figura di rilievo eccezionale, non potrà mai accontentarsi di intrattenere rapporti, anche solo sessuali, con una donna qualunque. Il superuomo entra nella relazione, lei gli tiene testa. Lui combatte, lotta, la tiene con se. Se ne va, ma poi torna. La superdonna e il superuomo devono stare insieme, anche a costo di uccidersi a vicenda perché sono due parti della stessa anima. Pensa a Platone e all’esempio della mela. Riconoscersi nell’altro non permette più di distaccarsi.

Non so se le è mai capitato di guardare dei film, ma…
Certo che li guardo, ma solo quelli di una certa caratura e attenti alla resa dei personaggi.

Va bene. Ha visto Hancock, il film con Willi Smith?
Oh si, so dove vuoi arrivare. Hancock è il superuomo e insegue la sua superdonna. Allontanarsi è l’unico modo che hanno di sopravvivere, tenerla con se lo logora, ma lui non potrà fare altro che rischiare tutto per starle accanto. Un esempio perfetto. Un costante prendersi e lasciarsi, mentre le batterie del cuore ricaricano il loro andare costante. Il pendolo dell’amore, vissuto in fasi.

Eppure nel Fuoco questa immagine del superuomo cambia…
Le idee mutano, i tempi anche. Un fisiologico cambiamento, ma rifletti un momento. La fine di un modello cambiato non è poi così positiva, non credi?

Sottile. Questa idea superomistica sembra alla base di ideologie politiche particolari. È vero che il filosofo tedesco non è stato la causa del naz…
Sono passati quasi 100 anni.

Lei meglio di chiunque altro dovrebbe rendersi conto che l’importanza della storia e degli eventi non sono soggetti al deterioramento del tempo.
Opinabile.

Non credo. Mi sembra che abbia la tendenza a definire opinabile ciò che non rientra nei suoi can..

Ancora una volta un’interruzione. Questa volta un uomo corpulento e non troppo alto, il suo viso nascosto dalla luce, mentre la sua testa rifletteva i raggi luminosi. Parlavano e confabulavano, mentre le braccia erano ancora tese. Era LVI.

Questo ingresso…
Non esprimere giudizi affrettati. Ho apprezzato il fascismo, è vero, ma nei suoi valore iniziali. Mi sono dissociato completamente e con forza dal regime dittatoriale in cui si trasformò. Avrei potuto essere ancor più grande in un altro periodo.

Eppure…
Ripeto, non rinnego ciò che sono stato. Ho apprezzato le idee, firmato il manifesto, ma non avrei mai potuto essere d’accordo con certe scelte. A Fiume varai una delle costituzioni più moderne al mondo. Come avrei potuto accettare certi ideali? Il mondo mi vede così, ma ciò non vuol dire che io lo sia. Non avrei mai condannato un omosessuale, come avrei potuto farlo con gli ebrei? Io ero un rivoluzionario, mosso dal cuore e dalla passione. Imporsi con la forza può essere tollerabile, ma il bene del popolo deve essere sempre al primo posto. Una dittatura fine a se stessa è inutile.

I buoni rapporti con Mussolini n…
Questo è il mio aldilà, vedo ciò che voglio vedere. Il 25 Aprile è vicino e io festeggerò. Penso che possa bastare, non credi?

Lo scenario cambiò rapidamente, tutto divenne scuro. La scrivania era sempre accanto alla finestra, ma adesso il poeta sedeva sul letto. Sembrava più stanco che mai.

Che cosa è successo?
Come le ho detto, questo è il mio mondo adesso, è il mio aldilà e il mio inferno. Ogni tanto il buio della mia anima si estende.

Ha trovato Dio?
Non ho mai creduto nelle divinità, è una giustificazione ghiotta che l’uomo regala a se stesso. Una scusa e un saluto all’azione. Troppo semplice. Il dolore è reale, Dio lo è molto meno. Che cosa c’è dopo la morte? Il niente. Questo ti sembra qualcosa? Vivo solo nella tua testa, mentre il vuoto mi logora lentamente.

Il tempo sta per scadere, avrei voluto farle molte altre domande. Che cosa pensa dell’attuale tensione tra USA e Corea del Nord?
Trump e Kim Jong-Un sono due galli in un pollaio troppo piccolo. A livello economico il presidente americano sta ben figurando per i miei gusti, ma la scelta di bombardare altri stati la vedo come un grande errore e muoversi verso i coreani non lo è di meno. Che senso ha chiudere la propria economia a ricciolo e aprire gli hangar verso l’esterno? Non è sensato e anacronistico. Dovremmo aver superato le politiche imperialistiche.

Ha apprezzato qualche scrittore in particolare negli ultimi decenni?
Apprezzato è un parolone. Credo che si sia perso molto nel corso della storia. Si sperimenta poco, ci si concentra sulla vendita e non si rischia più. Credo che con me si sia interrotta la crescita della poesia nazionale. Se devo fare un nome dico Coelho.

Ci lascia un suo lavoro inedito?
‘Dove le anime trovano riposo
Ho cercato le tue labbra
tra le dune del mio tempo,
nella cornice di un deserto
tra lacrime calde di me stesso.

Sulla sabbia
dove il vento cancellava le orme
restavano punti fermi i tuoi sorrisi
la memoria di un viaggiatore
si fissava sulle ali di un secondo

Oasi d’acqua fresca
quando tutto si chiudeva
tra pareti soffocanti,
nel buio asfissiante del mio mondo
solitario e senza pace.

Chiudo gli occhi sperando di rivederti,
di stringerti il petto
e toccarti il cuore.’

Era finito. Un lampo, un silenzio e una luce accecante. D’Annunzio era scomparso dalla mia vista, ma era presente nella mia mente.

 

L’ambiente era fumoso, si vedeva poco intorno, ma si sentiva distintamente il brusio. Ero fermo
La primavera, i fiori sbocciati da poco e il calore del mondo che si avvia
L’oblio. Il mondo in cui si perdono le tracce di un Dio, il mondo in
Niente Paradiso questa volta. Nessun San Pietro a guardarmi male, mentre mi siedo tranquillamente, in
Ero immobile e ghiacciato davanti a quell’enorme cancello da mezz’ora. San Pietro mi guardava torvo,

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino.
Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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