L’attesa

Divisorio-Lara-PiccoloRacconti

Tutte le illustrazioni che troverete in questo racconto sono opera di Marga Biazzi (Blackbanshee).
Ringraziamo Marga per la sua collaborazione e vi invitiamo a seguirla sulla sua pagina facebook ufficiale.

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L’Attesa

attesa01Scendo dalla macchina dopo averla parcheggiata in divieto di sosta, proprio davanti all’ingresso dell’aeroporto. Potrebbero portarmi via la mia bella Audi senza nemmeno avvisarmi, ma la cosa non m’interessa. L’abbandono laggiù, senza nemmeno levare le chiavi dal cruscotto, senza nemmeno inserire l’antifurto e recuperare il mio cappotto. Che me la rubino. Che mi venga un raffreddore.

Non è importante, adesso.

Sfreccio dentro l’aeroporto, mi faccio strada attraverso un gruppo di turisti polacchi. Non chiedo nemmeno scusa per averne spintonato qualcuno ed aver fatto volare un caffè addosso ad una donna. Tanto una scusa non fa differenza.

Trafelato, mi fermo davanti al tabellone degli arrivi. Cerco fra le tante righe segnate in verde finché non trovo quella giusta: America Airlines; JetblueAirways B61407 – Atterrato 11.20 p.m.

Nervoso, guardo l’orologio scoprendo che l’aereo è atterrato da dieci minuti.

Con il cuore che mi scoppia nel petto, raggiungo di corsa gli arrivi. Mi blocco per un secondo a metà corridoio, mentre le mani si raggelano ed il mio respiro diventa più faticoso.

Mi porto una mano al collo: quel ciondolo, quel tesoro una volta suo e che mi aveva donato prima di partire per Parigi. Era poggiato sulla mia pelle, la mia carne. Sento il suo calore e la sua energia che mi brucia dentro e ritrovo le forze in un baleno.

Riprendo a correre.

Non dovrei esercitare il potere del mio distintivo per sciocchezze. Ma lo faccio comunque.

Sorpassata la vasta macchia di gente che sosta alla rinfusa davanti ai cancelli chiusi degli arrivi, corro sino alla prima guardia armata che trovo. –FBI, mi lasci passare. – Esclamo con tutte le mie forze.

Se il Capo lo venisse a sapere, certamente non mi risparmierebbe una lavata di capo.

Il poliziotto annuisce senza fare domande.attesa02

Non lo guardo più nemmeno in faccia e riprendo a correre fino allo smistamento bagagli.

Mi guardo attorno.

Non posso aspettare, non posso attendere uno stupido bagaglio.

Non posso. Non posso, dopo dieci mesi senza di lei.

Mi guardo attorno: vedo una donna dai capelli neri. No, non è lei.

Intravvedo una ragazza dai capelli ricci. No, non è lei. Lei è più alta.

Scruto un gruppo di donne. No, lei non è fra loro. Lei non ride come un’oca per attirare l’attenzione.

Poi, mentre con estrema lentezza il nastro del trasporto bagagli inizia a mettersi in moto, scorgo una sagoma famigliare.

Indossa un cappotto rosso che le arriva sino al ginocchio e che lascia intravvedere le gambe snelle. Porta un paio di tacchi alti, neri. Come sempre.

Tiene le braccia conserte. È voltata di schiena. Ma non ci sono dubbi. È lei.

Quei lunghi capelli dai dolci ricci, ora diventati ancora più lunghi, cadono a cascata sulla schiena. Dritta e sicura.

Faccio un passo avanti.

Uno solo.

È lei. Sì. È lei.

 I suoi capelli…

 Il suo corpo…

 I suoi modi di muoversi;diversi, ora più lenti, ma sono i suoi.

 Sì. È lei!

– Lucille! – urlo senza nemmeno accorgermene.

Di sfuggita, vedo il gruppo di ragazzine girarsi e ridacchiare. Vedo la ragazza bionda indicarmi con il dito. Vedo gente e gente, curiosa, che mi guarda per capire se sono io il pazzo che ha urlato.

Certo che sono io, vedete altra gente in trepidante attesa di riabbracciare la donna che ama?

 Sento il vociare della gente, le risate…

Ma quando la vedo voltarsi, quando incontro il suo viso sereno, i suoi occhi in pace… tutto attorno a me sparisce, inghiottito dal buio dell’indifferenza.

Le mie gambe iniziano a muoversi da sole, passo dopo passo.

Devo raggiungerla.

Vedo solo lei.

Devo raggiungerla.

La vedo lasciare cadere a terra la borsa.

La vedo camminare verso di me.

E quando la vedo correre, sento un bisogno irrefrenabile di imitarla.

 

Annulliamo in un istante la distanza che ci separa.

Annulliamo in un istante quei dieci mesi lontani.

Annulliamo in un istante la sofferenza delle nostre vite.

 

Annulliamo in un istante quella dannata attesa e quando è finalmente fra le mie braccia, capisco quanto la ami e quanto l’abbia sempre amata.

Non posso far altro che prenderla fra le braccia, sollevarla fino a farla quasi volare girando su me stesso mentre poggio le mie labbra sulle sue.

Sento il cuore leggero.

attesa03Sento ogni fibra e ogni cellula del mio corpo leggera, febbricitante, viva.
Chi se ne frega degli applausi e dei fischi della gente che ci circonda! Vi piace la scena? Gelosi?

Fermo lo stupido giro di giostra e la faccio tornare con i piedi per terra. Ma le poggio lemani sul viso percependo il calore delle sue guance.

La guardo. La osservo. La esamino con attenzione…

Nei suoi occhi vedo la pace, la serenità. Finalmente.

Nel suo volto vedo una donna diversa, una donna di nuovo forte, tosta, testarda come un mulo.

E, tutto ciò, se possibile, l’ha resa ancora più bella di quanto lo fosse mai stata prima.

Le accarezzo le guance con il pollice. – Sei tornata per restare,vero?

Vedo le sue labbra tremare, gli occhi riempirsi di lacrime, lacrime che scivolano velocemente verso la mia mano. Poi, con un tenero sorriso, annuisce.

 

C’era un quadro, storto ma ben pulito. Era appeso solitario a un muro azzurro, aveva
La stanza è fredda e dalla porticina di legno maltagliato spifferano aliti di vento ancor
“Da quanto tempo è lì dentro?” “Boh, credo da ieri mattina” “Quindi da un giorno
  Immagine di Anna Romanello Tirava la pallina gialla contro il
Vi mancavano le mie guide eh? Cani. Eccomi, sono tornato. Questo è un argomento veramente

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia.

Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi.

Ma l’amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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