Gaia

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Questo piccolo racconto narra la storia di una breve vita. Una vita vissuta in un battito di ciglia, veloce ma intensa.

E’ la vita della piccola Gaia, minuscolo essere che dondola nell’aria fra le carezze del vento e l’estasiate desidero di conoscere l’amore.

Tutte le illustrazioni di questo racconto sono opera della nostra disegnatrice, Naomi Manca (Neevart), nome d’arte “Neeva“.
Il racconto è stato pubblicato sulla rivista artistica “The Crossroader” nel Settembre 2015.

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Gaia

Quando abbandonai il cielo, potei finalmente volteggiare nell’aria e scorgere dall’alto quella bellezza sconfinata che si stendeva sotto il mio corpo e che pareva non aver fine.

Le dolci chiome degli alberi, gli sterminati campi di grano, i tetti delle casette di campagna… tutto era ricoperto da quel famigliare velo di seta a cui presto mi sarei unita.

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Il mio leggero corpo scivolava lentamente verso quel morbido abbraccio, macchiato solamente da impronte di piedi minuscoli; mi dondolai guardandomi intorno e l’unica cosa che attirò la mia attenzione fu una piccola bambina dai folti capelli del colore del grano, che osservava la mia lenta caduta. Stava ridendo piena di gioia mentre mi tendeva le sue mani rosate.

Conoscevo bene il mio destino: era semplice. Infinitamente candido.

Avrei solo dovuto ricongiungermi con la mia famiglia; avrei solo dovuto sposarmi con la veste bianca dei campi, degli alberi e dei bei tetti a punta. Ma incuriosita e rapita da quella creatura, mi domandai cosa si provasse a sfiorare le dita di una bambina.

Dicono di me che sono fredda, gelida, ghiacciata eppure quelle dolci mani si tendevano verso il mio corpo e quegli occhi azzurri, enormi e luminosi, mi osservavano senza paura.

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Il vento, mio amico e fratello, mi accarezzò, spingendomi verso quel esserino, e per un attimo dimenticai quale sarebbe dovuto essere il mio destino. In quel momento, vidi solo le sue mani diventare sempre più grandi e il mio corpo farsi sempre meno freddo. Io ero bianca, soffice, piccola, ma questo non importava.

Il calore di quella vicinanza mi scaldò il cuore e inebriò l’anima. Era forse quello il tepore umano?

Mi posai su quella pelle morbida e sentii tanto calore da sciogliermi, con un immenso e innamorato sorriso.

La mia vita di ghiaccio era diventata una tiepida goccia d’acqua; salutai, ringraziai il vento per il suo prezioso regalo ed osservai per l’ultima volta gli occhi incantati di quella bambina. Non avevo mai conosciuto il calore umano ma ora, finalmente, l’avevo provato. Ed era quanto di più simile all’amore che io avessi mai potuto provare.

Chiusi solamente gli occhi e mi addormentai, con il ricordo della mia splendida vita.

Tutte le illustrazioni di questo racconto sono opera della nostra disegnatrice, Naomi Manca (Neevart), nome d'arte
How to say goodbye   -Tu non ci hai mai pensato?- mi domandasti con un

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia.

Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi.

Ma l’amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

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