E se… Harry Potter e la pietra filosofale

E se Hermione Granger fosse morta durante l’attentato del Troll? Harry e Ron sarebbero riusciti a sconfiggere Colui-che-non-deve-essere-nominato da soli?


Immaginate insieme a me.

Notte di Halloween, il professor Raptor fa entrare di soppiatto un troll delle montagne.


Harry e Ron, trascinati dalla fiumana di allievi di Hogwarts, non riescono a sgattaiolare fuori abbastanza in fretta per dirigersi al bagno dove la Granger piangeva a dirotto. Hermione è sola, col troll che, facendosi forza con la statura e senza un minimo di raziocinio, l’attacca senza pietà. La colpisce, la stordisce e la lancia energicamente sulla parete. Harry e Ron entrano nel bagno, lo vedono. Si lanciano verso la creautra con tutto il coraggio che un vero Grifondoro possiede. Un po’ di fortuna e pochi secondi più tardi, l’arrivo dei professori chiude le ostilità. Il troll è domato, i due ragazzi sono salvi, ma a pochi passi da loro, la tragedia sconvolge Hogwarts. Hermione Granger non ce l’ha fatta.
Nel parco, pochi giorni dopo Halloween, i funerali della giovane vengono celebrati tristemente. Lucius Malfoy chiede la testa di Albus Silente, il quale, grazie alla sua solenne fama, non arretra di un millimetro, sempre eretto a ultimo baluardo per salvare i suoi alunni. I contrasti all’interno della scuola rendono il clima ancora più caldo. Il dolore di Harry e Ron, unito al senso di colpa di quest’ultimo, spinge i nostri beniamini a inseguire Piton, sempre più colpevole ai loro occhi, con un fervore ancora maggiore. Vendicare Hermione sembra essere la loro unica ragione di vita.


Una notte, fuori dai letti a caccia di Piton, i due incappano nello specchio delle brame. Sognano e vedono Hermione accanto a loro. Harry la vede fare capolino alle spalle di qualche zio, mentre Ron la vede sugli spalti, nel momento in cui Silente gli consegna la coppa del quidditch.
I sogni e la realtà, la resa dei conti, dopo aver scoperto la botola, Fuffi e compreso (in molto più tempo) quali fossero le ‘reali’ intenzioni di Piton.
I due provano a inseguire il professore di pozioni, trascinando con loro anche Neville Paciock, poichè nessuno sarebbe stato in grado di pietrificarlo.

Evitato Gazza e giù dalla botola con un po’ di astuzia.Il tranello del diavolo si piega di fronte alle conoscenze di Erbologia di Paciock, bravo nel suggerire calma ai due compagni. Altro giro, altra prova, altro regalo
Senza indugiare Harry recupera la chiave volante, mentre Ron riesce ugualmente a vincere la sua partita a scacchi, crollando al suolo sacrificandosi. Il trio diviene così un duo, esattamente come se con loro ci fosse stata Hermione Granger.


Harry e Neville, due possibili prescelti, un solo ‘eroe’. La sciarada finale li vede lì, fermi davanti alle pozioni.
Nessuno dei due è in grado di risolvere l’enigma, si guardano perplessi. Scegliere una pozione a caso, nella speranza che uno dei due possa andare avanti a fermare Piton. Neville è titubante, ma Harry ne afferra una a caso e la beve, dopo averne escluse un paio, più per istinto che per conoscenze. Il bambino sopravvissuto inizia a sentirsi bruciare, ma cerca di non pensarci, mentre Neville ne beve un’altra. Troppo caldo, troppo sudore. Potter si inizia a toccare il petto, non respira. Neville, invece, sembra in salute.
– Vai pure. – l’altruismo di chi vuole solo vedere Piton sconfitto.
Neville supera il fuoco, mentre Harry si accascia al suolo, perdendo i sensi.
Paciock entra nella stanza in cui, a sorpresa, Raptor cerca di trovare una soluzione nello specchio.
Una volta visto il professore, lo strattona senza capire ciò che sta in realtà avvenendo. Chiede aiuto perché Harry e Ron sono svenuti non lontano.
Harry Potter, la nemesi del Signore Oscuro a portata di mano.


Raptor fissa il dolce Neville, sorride. Un ghigno freddo che spaventerebbe chiunque, mentre una voce, da sotto il turbante, lo distrae. ‘Il ragazzo è la chiave, prima la pietra e poi la vendetta’.
Neville viene forzatamente posto davanti allo specchio, senza ottenere nulla. Pochi istanti, la sua vita termina per mano del professore di Difesa contro le Arti Oscure. La rabbia del Signore Oscuro è tremenda, consapevole che la pietra è per lui irraggiungibile.
Harry è steso non lontano, almeno un obiettivo si sarebbe raggiunto quella notte. Raptor si avvicina al maghetto, non può toccarlo, ma qualcosa lo attira. Harry non respira. Il suo cuore sembra si sia fermato. ‘Dagli il colpo di grazia’. La bacchetta, un attacco letale.
– Avada Kedavra!
La luce.

Silente blocca il colpo dell’assassino, il duello non dura molto. Troppo capace il preside, troppo debole il professore. Lord Voldemort è messo in fuga, in attesa del momento propizio, mentre il suo simbionte si sbriciola nel vento, non prima che l’anima del suo padrone l’abbia abbandonato definitivamente.
Il triste risveglio in infermeria, tra dolci e Silente. Harry Potter, senza Hermione e senza Neville Paciock, ha accanto a se solo il fidato Ron. Da soli, per affrontare Lord Voldemort in altre sei avventure. Ce l’avrebbero fatta?
Nessuno può dirlo, ma tutti lo possono immaginare

Romeo, Giulietta e... Mercuzio. Un triangolo inaspettato. Nella bella Verona dove la scena è collocata,
Il sole stava tramontando sulla città dei due galli, il Natale era vicino e le
Mi aspettavo uno scenario diverso. Inizialmente avrei dovuto intervistare Niccolò Ugo Foscolo, ma per una
Maglioni colorati imbarazzanti, pantaloni ancora a vita alta, bambini con il caschetto e senza riga
Le onde si infrangevano violente sugli scogli, il vento freddo dell’inverno passava tra le fronde,

The following two tabs change content below.

Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

Ultimi post di Francesco C. Inverso (vedi tutti)

Informazioni su Francesco C. Inverso 36 Articoli
Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


error: Content is protected by copywright !!