E se… L’allodola avesse cantato da un’altra parte?

Salve, per coloro a cui l’immagine qui sopra, unita al titolo dell’articolo, non avesse fatto capire a quale storia oggi farò riferimento, semplifico il procedimento.
Shakespeare.
Meglio?
Ok…
in particolare, oggi metterò un grande Se a una delle sue opere più famose, Romeo e Giulietta.
(L’immagine sopra è tratta da un bellissimo film che parla fantasiosamente, in particolare, di come e per quale ragione Shakespeare avrebbe scritto l’opera.)
Torniamo a noi. Credo che tutti voi, almeno a grandi linee, sappiate la trama di questa tragedia, in caso contrario leggetela (non ci metterete molto, credetemi) o in alternativa andate pure qui -> Wikipedia, Romeo e Giulietta
In ogni caso, tanto per chiarire, partirò dall’opera teatrale, e non dalle varie versioni cinematografiche (questa volta niente DiCaprio) 🙂

romeo giulietta dicaprio

Bene caro William Shakespeare, partiamo

Cosa sarebbe accaduto se, quel mattino fatale, quando Romeo dopo la prima e unica notte d’amore con la sua Giulietta, non fosse riuscito a svegliarsi prima dell’alba per lasciare la città, come a lui ordinato dal Principe? Credo, ecco, più o meno, insomma, spero sarebbe andata così:

romeo-e-giulietta

La carissima allodola, annoiata e non poco sconcertata dalla sconcia visione mattutina di un sedicenne nudo a letto con una ragazzina di meno di quattordici anni,  decide di andare a dedicare il suo canto altrove, a una finestra più pudica. Nell’abbraccio del sonno amoroso dei due, passa velocemente un’oretta scarsa, quella che basta per far sì che la cara e simpatica balia di Giulietta entri nella stanza, scoprendoli in flagrante. I due, visibilmente scossi, la balia, con la delicatezza e sveltezza mentale tipica delle serve dell’epoca, urla, pensando in primis a un’aggressione non riconoscendo Romeo nelle sue nudità.
Panico a villa Capuleti, la casa si sveglia e Romeo, ormai in ritardo per salvarsi dalla decapitazione, fa quello che ogni probabile sedicenne farebbe (e forse anche ogni amante segreto). Tenta di scappare dalla finestra mezzo nudo. Fingo nella mia ipotesi che per una qualche casualità romanzata il nostro eroe riesca a nascondersi nel giardino, possiede almeno le facoltà mentali per comprendere che nello stato attuale verrebbe notato immediatamente per strada, e così catturato e di conseguenza…beh, zac, via le ultime facoltà mentali.

Ma cosa fare? Ecco l’idea, appena tutti nella casa, come prevedibile, escono e si dirigono incazzati neri dal principe, Romeo rientra di soppiatto nella stanza di Giulietta, rimasta chiusa in clausura dai genitori sconcertati e infuriati. Preoccupati e impulsivi come il giorno precedente, decidono che hanno la possibilità di raccattare il più possibile e, in perfetto stile Shakespeariano, di fuggire attendendo la notte.

romeo-e-giulietta (1)

Romeo, nel mentre, si nasconderà sotto il letto, un punto per la fantasia funzionale degli adolescenti. Giunge la notte. Romeo è ora il ricercato numero uno di Verona, e qualche ora dopo il tramonto i due amanti devono tentare il tutto per tutto. Dunque: finestra, giardino, strade sgombre se non per qualche giovane ubriacone e qualche guardia che lo insegue. Frate Lorenzo, loro primo obiettivo per chiedere aiuto, viene raggiunto e sua è l’idea di vestirli da frati novizi. Prima dell’alba, accompagnati proprio dal frate, riescono così a uscire da Verona, gabbando le guardie di ronda. Il cammino è lungo in seguito, frate Lorenzo li lascia da soli alle porte di Mantova, e lì, vendendo un po’ di cose che sono riusciti a rubacchiare a casa Capuleti, i due amanti riescono a prendere la strada per genova e da lì, verso molte altre mete, dove non essere ricercati e poter vivere felici.

nave shakespeare
Forse.
Sono pur sempre due giovani adolescenti sposati, ma la storia del loro matrimonio non è ora tema di discussione. Per oggi, dopo aver riscritto a rischio insulti un’immortale storia del Bardo, possiamo dire pure

E se…condo voi come sarebbe andata?

Alla prossima settimana 🙂

Shakespeare In Love

Romeo e Giulietta

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Carlo Marchioni

Vorrei dire: sono convinto che volare sia possibile, basta solo avere pensieri felici, ma sarebbe citare in malo modo un mio idolo. Dico quindi che sono uno scrittore, autore della saga di Àdaran, co-creatore di IoVoceNarrante.com e, come tutti gli altri, un amante della lettura.

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Vorrei dire: sono convinto che volare sia possibile, basta solo avere pensieri felici, ma sarebbe citare in malo modo un mio idolo. Dico quindi che sono uno scrittore, autore della saga di Àdaran, co-creatore di IoVoceNarrante.com e, come tutti gli altri, un amante della lettura.

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