Donne che scrivono di donne: Louisa May Alcott e piccole donne

Piccole donne

Eccoci di nuovo il venerdì con la nostra rubrica Donne che scrivono di donne, mantenendo involontariamente la linea iniziata settimana scorsa, con la letteratura d’infanzia, quella che si legge quando siamo bambine e si può continuare a leggere anche quando siamo adulte, trasmettendola di generazione in generazione.
Oggi ricordiamo Louisa May Alcott e se a nominarla non vi viene in mente nulla, allora parliamo della sua opera più famosa: Piccole donne, un romanzo fondamentale nella nostra infanzia.
Uno di quei romanzi d’obbligo, che se non ti fanno leggere le mamme, te lo fanno leggere le nonne o le zie.
Louisa May Alcott ha scritto questo romanzo nel 1868, pubblicandolo in due volumi, successivamente ha scritto anche i capitoli successivi Piccole donne crescono, Piccoli uominiI ragazzi di Jo. Della stessa autrice, anche se meno conosciuto anche Una ragazza fuori moda, un altro romanzo per ragazzi, che mette al centro della trama una ragazza non convenzionale.
Piccole donne, al centro della trama, mette 4 giovani donne con caratteri diversi: c’è Meg, la sorella maggiore, quella giudiziosa, ma un po’ vanitosa; c’è Jo, quella che conquista il cuore di tutte le giovani lettrici, maschiaccio, ribelle, coraggiosa, tende ad arrabbiarsi facilmente e sogna di diventare una scrittrice (ci riuscirà e a lei verrà dedicato anche il terzo libro della serie); poi c’è Beth, tranquilla, timida e con una passione per la musica, molto debole di salute, ruberà il cuore delle sue sorelle e delle lettrici; poi c’è Amy, la più piccola, l’esatto opposto di Jo, (con la quale infatti litiga di continuo) viziata, vanitosa e pigra, riuscirà nel suo intento di diventare una donna elegante e raffinata.

Di fronte a questi quattro profili,  difficile non amare questo romanzo e non ritrovarsi in almeno una delle quattro sorelle. Nonostante si tratti di un romanzo americano di fine ‘800, ci troviamo di fronte a donne che si comportano nello stesso modo in cui ci comporteremmo noi ai giorni nostri. Soprattutto quando sono coraggiose, irruente e determinate come Jo o fragili come Beth.
La Alcott, che nella sua vita iniziò a scrivere non soltanto per passione, ma per necessità, proveniendo da una famiglia in difficoltà economiche, scrisse questo romanzo inizialmente per presentare un ritratto della famiglia americana. Ma il risultato finale è stato qualcosa di più profondo e complesso. L’autrice ha creato dei personaggi femminili, veri, sinceri, presentandole nei pregi e soprattutto nei loro difetti: la vanità, la pigrizia, l’impulsività, l’esagerata timidezza. Personaggi femminili che nel corso della storia vivono a pieno, seguendo il loro temperamento e commettendo tanti errori. Errori che a volte saranno necessari per crescere, anche se non sempre. A volte queste ragazze sbagliano, come sbagliamo anche noi, senza motivo, perché sbagliare fa parte del gioco. E noi, da lettrici, siamo così coinvolte nelle loro storie, che le seguiamo senza mollare il libro o metterlo nel congelatore, a volte arrabbiate, a volte commosse.

Dopo tanti anni, quando leggiamo piccole donne, succede che ci emozioniamo ancora, che ci ritroviamo in tante giovani donne e capiamo che siamo di fronte a un grande romanzo, nato senza avere tante pretese e senza sapere che sarebbe diventato grande.

Piccole donne

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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