Donne che scrivono di donne: Virginia Woolf

Virginia Woolf

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Cosa succede quando le donne scrivono di donne? Biografie, saggi, romanzi con protagoniste femminili, articoli. Il risutato di questi lavori è spesso molto intenso e intimista. Si creano dei mondi in cui il lettore o  la lettrice si immerge e scopre l’universo femminile, in tutte le sue tante sfumature e espressioni. All’interno di questi mondi si crea una connessione, con la scrittrice, con il personaggio che si è messo al centro e con i lettori.
Ad aprire questa rubrica di donne che, nel corso della storia, fino ai giorni nostri hanno parlato di donne è un pezzo forte, tra le più forti nella storia della letteratura e sicuramente la più tormentata del ‘900: Virginia Woolf.
La scrittrice britannica nata a Londra nel 1882, ha iniziato a scrivere nei primi anni seguendo i dettami del romanzo tradizionale, tipico dello stile di Jane Austen, ma quello che la rese davvero unica fu la svolta nel ’24 con uno stile di scrittura che seguiva il flusso di coscienza (Stream of consciousness) e che si esprimeva attraverso un monologo interiore dei personaggi. Una scelta formale, con cui Virginia Woolf ha potuto davvero esprimere se stessa, attraverso personaggi realistici, che si scoprivano fragili con i loro pensieri, i loro tormenti.
Nella realtà quotidiana, i suoi personaggi vivono dei viaggi interiori che oltrepassano l'”io” e toccano lo strato dell’inconscio.
A segnare la sua svolta verso questo tipo di espressione è stato Mrs Dalloway, romanzo in cui ha potuto liberare la sua esperienza femminile, mettendo al centro dell’attenzione Clarissa Dalloway, una donna di mezza età dei quartieri alti londinesi, che indebolita da una malattia, inizia ad avvertire il peso della vita, vita che lei ha sempre amato molto. Virginia, attraverso Clarissa, esprime tutta se stessa il suo amore per la vita, ma anche le sue difficoltà a viverla. La paura che si prova quando ci si rende conto che la vita lentamente ci sfugge di mano e non possiamo fare niente per fermarla. Ogni attimo, ogni persona, ogni avvenimento con cui veniamo a contatto può travolgerci e spingerci a riflettere sulla vita che viviamo e su come la viviamo. Clarissa si trova scissa tra la sua voglia di vivere e la morte, che è inevitabile. Ma poi Clarissa riesce a salvarsi, riesce a ritrovare tutto il suo spirito vitale e decide di abbandonarsi allo scorrere e all’avvenire.

Virginia Woolf
Nicole Kidman – Virginia Woolf – nel film The hours

Una scelta importante, soprattutto perchè Virginia alla fine non riesce a salvarsi, ci prova, tutta la vita, ma poi cede, lasciandosi annegare tra le acque del fiume Ouse. Nel biglietto lasciato a sua sorella Vanessa scrisse:  Non faccio che udire voci e so che questa volta non ne uscirò. Ho lottato ma non ce la faccio più.
Una donna che per tutta la vita ha combattuto con quello che ai giorni nostri chiameremmo bipolarismo o negli ultimi anni della sua vita addirittura psicosi. Un male di vivere che ha cercato di combattere attraverso i suoi romanzi, i suoi saggi e con l’aiuto del suo compagno di vita Leonard. Ha cercato di salvarsi attraverso la sua arte, mettendo su carta tutto il suo mondo interiore, intenso e personale, ha cercato di salvarsi attraverso le donne dei suoi romanzi, donne ordinarie nelle quali è facile ritrovarsi. Donne che combattono battaglie come l’autodefinizione, la scelta di come vivere la vita e, soprattutto in quegli anni, che combattono per poter conquistare i pari diritti.

E in questo senso che scrisse un saggio, Una stanza tutta per sè, con il quale non ha solo voluto scrivere di donne, ma ha voluto parlare alle donne, invitandole, tra le altre cose, ha procurarsi una indipendenza economica, 500 sterline al mese e una camera tutta per loro. La Woolf ha cercato di tracciare delle linee guida per permettere alla donna di liberare la propria creatività e renderla indipendente dal sostentamento e dalla morale dell’uomo, oltre che dalla generale mancanza di cultura.
Un saggio molto all’avanguardia per il 1929 e soprattutto controcorrente rispetto alla visione che c’era all’epoca della donna. Proprio per questa sua battaglia al fianco delle donne e della conquista della parità dei diritti, Virginia Woolf è anche considerata un riferimento per il movimento femminista.
Ma oltre a questo, la sua vera forza sta proprio nel come la scrittrice ha voluto parlare delle donne e l’intima connessione che riesce tutt’oggi a creare attraverso questo racconto.

 

 

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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