Donne che scrivono di donne: Maria Perosino e il viaggio

Maria Perosino

Questa settimana, la rubrica Donne che scrivono di donne, vuole ricordare un’autrice scomparsa troppo presto che non solo ha saputo raccontare di se stessa, ma ha anche insegnato alle donne a viaggiare, e soprattutto a viaggiare da sole.
Maria Perosino è stata una storica dell’arte, giornalista, editrice, curatrice di mostre d’arte e grazie al suo lavoro ha potuto viaggiare molto, viaggi che ha compiuto principalmente da sola, come libera professionista. Questi viaggi di lavoro in solitudine, con i propri pensieri, le proprie ansie o aspettative , le hanno permesso negli anni di maturare un libro: Io viaggio sola, che vuole raccontare alle donne che viaggiare in solitudine non è poi così tanto male, bisogna solo saper coglierne gli aspetti positivi. Uno di questi? Sicuramente la faccenda delle Ostriche. L’autrice dice alle proprie lettrici che mangiare le ostriche in due sarà anche più bello, ma peggio è non mangiarle affatto. E con questa frase si può già comprendere il significato del libro e cosa ha voluto raccontare. Partendo da questo presupposto, una donna che viaggia sola, o che si ritrova semplicemente in una città da sola, inizia a vedere tutto con occhi diversi. Inizia a vedere quel viaggio come qualcosa che si sta regalando a se stessa, senza sentire la mancanza di compagnia di terzi.

Maria Perosino
In questo libro l’autrice non scrive espressamente di donne, ma scrive della sua esperienza come donna, in carriera, fidanzata, single e viaggiatrice. Tutto prende la forma di un diario di bordo, uno di quei diari che nonostante sia nella forma di un saggio, è come se fosse interattivo e disegna nella mente del lettore foto, suoni  e odori.
In questo diario, universalmente utile per tutte le donne, possiamo comprendere l’importanza del viaggio come esperienza, che può diventare molto personale, cogliendo i lati positivi del sedersi ad un tavolino di un ristorante per cenare in solitaria. E capire finalmente che:

Viaggiare da sole non significa affatto essere sole. Significa che vi dovete arrangiare a portare la valigia

Eh si, la valigia, quella purtroppo non ce la leva nessuno.
Maria Perosino, prima che la malattia nel 2014 la spegnesse, ha prodotto un altro libro, ironico, delicato, ma molto importante per lei. Con Le scelte che non hai fatto valuta diverse situazioni nella sua vita e nella vita di una donna in cui si potevano fare scelte diverse o vivere vite diverse. E ancora una volta, il titolo di un suo libro diventa qualcosa di universale, valido per tutti quelli che si sono trovati a un bivio o si sono trovati a vivere le scelte sbagliate.
Storica dell’arte, curatrice, iniziando con un lavoro nel mondo dell’arte è riuscita a toccare il mondo della letteratura femminile e a toccare la mente delle donne, donne che spesso sono sole e che vivono male questa solitudine perchè la solitudine fa paura e rischia di ingoiarti, di metterti di fronte la tua vita come se fosse un film e farti sorgere dubbi su dubbi.
La Perosino ha scritto di se stessa e ha scritto di conseguenza anche delle donne, senza dare delle regole universali, ma dei preziosi consigli per farle sentire meno sole.
Io viaggio sola e Le scelte che non hai fatto sono quei libri da tenere sotto il cuscino, per far tacere i pensieri, quando in solitudine diventano troppo rumorosi, e per ritrovare la strada quando ci perdiamo.

 

Io viaggio da sola (I coralli)

Il settimo splendore, lo sappiamo, ci riporta con la memoria a Dante e al suo
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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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