Donne che scrivono di donne: Jane Austen tra ragione e sentimento

 

Quando si decide di iniziare una rubrica che tratta di donne scrittrici che in passato o ai giorni nostri hanno messo dei personaggi femminili al centro del loro lavoro, non si può di certo ignorare Jane Austen. Una delle scrittrici inglesi più lette, in tutte le lingue, da donne di tutte le età  e anche da uomini, nonostante vengano trattati temi legati all’universo femminile.
Nella produzione letteraria di Jane Austen si possono incontrare una vasta gamma di personaggi femminili, tutti estremamente realistici ancora oggi dopo diversi secoli.
Da un lato, è difficile ritrovarsi in donne della borghesia inglese, il cui unico scopo nella vita era quello di trovare marito. All’epoca della scrittrice alle donne spettava quel compito, che le portava quindi a dover essere ben educate, eleganti e di bella presenza. Però dietro a questo aspetto ben lontano dai giorni nostri, il temperamento e il carattere dei personaggi femminili è totalmente attuale e realistico: orgoglio, razionalità, senso del giudizio. Alcune carattarestiche che nei secoli non cambiano e vanno a toccare nel quotidiano le donne lettrici, che esse si trovino a leggere Milton in un salotto borghese a bere del te o nel proprio monolocale in città con la musica di sottofondo che esce da un Ipad.
La scrittura della Austen, seguendo il genere novel of manners, ovvero quel romanzo che racconta la quotidianità dei personaggi con realismo, non descriveva in modo diretto le emozioni che questi vivevano. Le emozioni venivano descritte in modo trasversale, attraverso il comportamento dei personaggi e soprattutto il loro modo di ragionare: ragione e sentimento, protagonisti assoluti dei suoi romanzi. Ma tra ragione e sentimento, i personaggi cosa seguono? In questo stile di scrittura, lontano dal romanticismo nonostante temporalmente fosse in piena epoca romantica, ragione e sentimento sono equilibrati. Il buon senso controlla gli impulsi e li guida nel rispetto della morale dell’epoca, togliendo ogni sentimento corporeo, fisico o istintivo.
Per questo motivo amiamo le protagoniste nei romanzi di Jane Austen, temperamento forte, emozioni bilanciate che le rendono delle donne affascinanti e vere, nelle loro sfide quotidiane. Nonostante questo bilanciamento tra emozioni e ragione, riusciamo a entrare in empatia con queste donne, donne appartenenti ad un’altra epoca.
Jane Austen è riuscita, partendo dal microcosmo della sua vita circoscritta tra lettura e scrittura, ad allargare a tutto l’universo femminile, con tanti personaggi di diverse sfaccettatura e diversi livelli di complessità.
Questa scrittrice, amatissima e conosciuta in tutto il mondo, avvicina la lettrice alle donne dei suoi romanzi, le fa vivere nella stessa epoca, facendo in modo che che vivano le stesse emozioni.

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Ma sono emozioni che arrivano ovattate e questo può farci anche allontanare dai suoi personaggi. Elizabeth in Orgoglio e Pregiudizio, si innamora razionalmente di Mr Darcy, lo ammette con il tempo, con quello che capita a lei e che capita a lui e poi si lascia andare, ma non totalmente. Può capitare anche a giorni nostri? Riusciamo ad innamorarci bilanciando ragione e sentimento o invece, in tema con questa rubrica, siamo tutte come Therèse, di Patricia Highmisth? Quel momento in cui ci ritroviamo nel vortice dell’amore senza poterne uscire davvero, senza poterne fare a meno. Quel momento che la protagonista tipo di questi romanzi sa come gestire: con la ragione.
Quando Jane Austen scrive di donne crea empatia, apre le porte all’universo femminile e riesce a far uscire la lettrice dalla porta principale, tutta intera. Senza lasciare dentro se stessa, le sue lacrime o i suoi ricordi dolorosi. Ne usciamo intere grazie alla ragione, quella che in questo caso cerca di guarire il sentimento.

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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