Dalla parola all’immagine: Va tutto bene

Va tutto bene Alberto Madrigal

Va tutto bene. Quante volte al giorno lo diciamo anche se non è vero, solo per toglierci di dosso chi ce lo sta chiedendo o per seguire la teoria che se continui a ripetere qualcosa poi, alla fine, si avvera.
A volte lo diciamo per ironia o semplicemente per non pensare che in realtà nulla va bene. Così succede anche con la graphic novel di oggi, intitolata appunto Va tutto bene e firmata da un giovane e talentuoso autore spagnolo Alberto Madrigal.
Questo titolo è riferito a una condizione in cui purtroppo vivono molti giovani di oggi, in Italia e in altre parte del mondo, la condizione di incertezza. Incertezza riguardo al futuro, riguardo al lavoro che non c’è e ai propri sogni che ogni giorno cambiano.
Sara, Daniel, Eva e Stefano, sono quattro giovani che, come tanti, sono fuggiti in Germania in cerca di fortuna. Vivono a Berlino, quella nuova frontiera europea crocevia di artisti, nazionalità diverse e voglia di affermarsi, all’inizio anche senza conoscere una parola di tedesco.

Va tutto bene Alberto Madrigal
Loro ci hanno provato, ma non è stato semplice. Daniel ha rinunciato a fare il musicista per preferire quella vita d’ufficio in cui ogni giorno ti alzi alla stessa ora e sai che alla fine del mese lo stipendio sarà basso, sarà sempre quello, ma almeno arriva. E solo così Daniel può costruirsi una vera vita con Eva.
Sara invece è rimasta quella sognatrice che era prima di partire, ogni giorno un progetto nuovo, ogni giorno un nuovo sogno nel cassetto e niente portato mai al termine. Sara è un’incostante e romantica sognatrice, Sara è una di noi. Ma anche Daniel è uno di noi, più pragmatico e razionale. Loro possono essere due lati della stessa medaglia, la medaglia di una generazione che sta facendo fatica. Fatica ad affermarsi, fatica a vivere come vorrebbe e che è costretta a scendere a compromessi.
In una città che in questa graphic novel pulsa per quello che vuole rappresentare, una città in cui si sente la creatività che circola e la voglia di rivalsa dei più giovani, ci sono questi personaggi illustrati con quei colori tenui e freddi che rispecchiano la loro condizione.
C’è un racconto amaro tra queste pagine, ma c’è anche uno stile leggero, che può essere criticato, ma può essere anche interpretato come un modo di vedere le cose.
Che è anche quello tipico della nostra generazione, a volte ci arrabbiamo molto e cerchiamo di cambiare le cose, ma altre volte, invece, la rabbia ci passa in fretta e ci ridiamo sopra, ci beviamo una birra e cerchiamo di non pensarci troppo.
Poi alla fine, una decisione la dobbiamo pur prendere, che sia quella di continuare a sognare o di cambiare registro, di stare in una città o di ritornare a casa. In tutto questo dobbiamo ricordarci, come si legge chiaramente in quest’opera, di non rimanere soli.
Di farci circondare da quell’amico o quell’amica anche quando non li vogliamo proprio vedere “ho avuto una giornata orribile“.
Perchè in questa vita così difficile, dove il lavoro sembra un regalo e i sogni rimangono nel cassetto perchè non si trova la chiave per aprirlo, se si rimane anche da soli si rischia di arenarsi, qui come in qualsiasi altra città al mondo.

Nel 1997 la fumettista giapponese Moyoco Anno, pubblica Questo non è il mio corpo un manga
Di notte vi capita mai di alzare il naso verso il vielo e guardare cosa
Una storia d'amore a ritmo di musica. Non è un'accoppiata insolita, anzi, è un classico
La solitudine, questa grande conosciuta. La nostra compagna, che se ne va, ma torna sempre.
Il settimo splendore, lo sappiamo, ci riporta con la memoria a Dante e al suo

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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