Dalla parola all’immagine: il suono del mondo a memoria

Il suono del mondo a memoria

Il suono del mondo a memoria, il titolo della nuovissima graphic novel di Giacomo Bevilacqua. Ma non si tratta di un semplice titolo. Che cosa può essere davvero il suono che fa il mondo, senza ascoltarlo? Ce lo racconta qui l’autore attraverso una storia che già da subito attrae l’attenzione, perchè è la storia di Sam, un fotografo di professione che deve svolgere un lavoro non semplice. Questo lavoro comporta andare a Manhattan, il cuore della Grande Mela e per due mesi scattare fotografie senza parlare con nessuno.

Il suono del mondo a memoria: la nuova graphic novel di Giacomo Bevilacqua

Eccolo qui, questo suono del mondo a memoria, la città più caotica e più chiacchierona del mondo, che non ti può parlare. Due mesi, di fotografie e di silenzio, anche nelle pagine che leggiamo. Non ci sono dialoghi, solo i pensieri di Sam e sms o mail che manda dal cellulare.
C’è lui, il suo lavoro, la sua arte e le sue fotografie, in una città che esplode di parole e di vitalità, che non possiamo sentire, ma solo vedere e vivere.
Ma non c’è solo questo silenzio assordante nella graphic novel, c’è anche l’amore: in ogni foto di Sam, compare lei, una ragazza dai capelli rossi. Una ragazza che ritorna sempre, come una magia. Una magia che cerca di creare qualcosa di nuovo nella vita di questo protagonista.
Questa bellissima storia, racconta di come un lavoro, si trasforma in qualcosa di più profondo e complesso. Un lavoro è davvero in grado di far vivere esperienze uniche, che altrimenti non si vivrebbero mai. Esperienze che ci fanno vedere i luoghi e la vita in modi diversi e che ci fanno capire, in questo caso, che la parola non è l’unico strumento di comunicazione. E che a volte è necessario che questa venga a mancare per un breve tempo, per insegnarci davvero a comunicare. Queste pagine ci portano all’interno di un mondo animato e vivo, quasi quello di un film. Colori vivi, grattacieli tridimensionali che irrompono tra le pagine ricordandoci che ci troviamo nella città più viva del mondo, città spesso teatro di film, libri o videoclip che qui però, prende una strada diversa, perchè si ammutolisce.
Possiamo farlo, possiamo prendere spunto da questa storia e giocare a sperimentare, con il nostro lavoro, le nostre capacità e anche con i nostri limiti. Perchè può nascere qualcosa di nuovo, che non necessariamente sarà una misteriosa ragazza rossa che entra nelle nostre vite, ma un nuovo modo di vivere nel mondo. Che può essere anche un modo più silenzioso, in cui siamo costretti a parlare solo con noi stessi e con il gran caos che c’è lì dentro e non solo con quello che c’è là fuori.

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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