Dalla parola all’immagine: Daniel Clowes e un viaggio nel tempo per amore

Daniel Clowes

Avete mai pensato di tornare in dietro nel tempo per cambiare le cose? Probabilmente si. Anche se sappiamo benissimo che non è possibile, che comunque il passato non si cambia e il futuro dobbiamo sorbircelo per come viene, con fatti che spesso accadono sfuggendo dal nostro controllo.
Se parliamo d’amore, in particolare, credo che sia capitato a tutti almeno una volta, di voler entrare attraverso un portale spazio temporale e tornare in quel momento del passato per riviverlo ancora una volta o addirittura per cambiarlo.
Nella realtà è impossibile farlo, ma nel mondo dell’arte si può fare e in questo caso si può anche leggere e guardare. Si tratta di Patience, graphic novel dell’ilustratore americano Daniel Clowes, che dopo tanti anni di successi e di lavori famosi in tutto il mondo, ha tentato il capolavoro raccontando di Jack e del suo viaggio nel tempo per amorePatience, che dà il titolo all’opera, è l’amore della vita del protagonista, una donna fragile, dal passato difficile, trascorre la sua vita con Jack in modo apparentemente tranquillo, cercando di affrontare i problemi quotidiani sociali ed economici della vita di coppia. Poi, all’improvviso, un dramma sconvolgerà la vita di Jack e lo condurrà ad una disperazione tale, da voler fare di tutto per riavere Patience e cambiare il corso degli eventi.

Daniel Clowes

Jack si ritrova nel passato, smembrato, arrabbiato e accecato dall’amore che lo ha portato a fare un viaggio disperato, un viaggio in cui potrebbe peggiorare le cose, potrebbe anche non fare più ritorno, perchè si ritrova in una dimensione imprevedibile e passata. In quella situazione il protagonista arriva anche a chiedersi se lo vuole davvero.
E questa è una domanda universale. Tante volte ci siamo ritrovati a tendere verso qualcosa o qualcuno, con il paraocchi e con tutte le nostre forze. Senza sentire ragioni o senza pensare alle conseguenze di tutti i nostri sforzi. Poi, capita che, fermandosi anche solo qualche istante, ci si pone la domanda Ma cosa sto facendo? E lì ci rendiamo conto di dove siamo e che la giostra su cui siamo saliti gira ormai verticosamente e non ha intenzione di fermarsi o rallentare.

Daniel Clowes
Se con La fine dell’amore, di Ilaria Bernardini, abbiamo visto 13 artisti illustrare dei protagonisti che facevano i conti con la fine di una relazione sentimentale, raccogliendo i pezzi della loro vita e cercando di andare avanti, anche in modo ironico e coraggioso, qui, invece, vediamo la totale mancanza di accettazione.
Una mancanza di accettazione umana, che è raccontata da Daniel Clowes con Jack, ma che riguarda anche un po’ noi. Perchè è più semplice cercare ogni possibile soluzione per non affrontare il dolore della perdita, che mettere insieme i pezzi della propria vita, accettando che un capitolo si sia concluso e che non si riaprirà mai più.
Quindi, anche se questa graphic novel thriller – noir ha degli elementi che toccano la fantascienza, in realtà di fantascientifico, leggendo le gesta del protagonista ed entrando in empatia con lui, c’è ben poco: c’è amore e disperazione, che purtroppo non sono fantascienza.
Infatti, capita ogni giorno di pensare di voler tornare indietro e cambiare il presente o il futuro, ma non lo facciamo per il semplice fatto che ancora non possediamo nessuna macchina del tempo o non abbiamo nessuna porta spazio-temporale nascosta nel muro dello stanzino di casa nostra.
Ma se ci fosse questa possibilità?
Beh, in tal caso, ci daremmo appuntamento nel passato e buona fortuna a tutti.

Patience

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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