Dalla parola all’immagine: Questo non è il mio corpo

Questo non è il mio corpo

Nel 1997 la fumettista giapponese Moyoco Anno, pubblica Questo non è il mio corpo un manga in un unico volume che tratta il tema dei disturbi alimentari. Questi disturbi alimentari, qui, sono raccontati con gli occhi di Noko, una ragazza dalla vita apperentemente perfetta, fino al momento in cui tutto all’improvviso le crolla addosso. Il suo fidanzato la tradisce con una collega dell’ufficio, quella bellissima e perfetta che non finisce mai di sminuirla per il suo aspetto fisico di fronte al resto dei colleghi.

Questo non è il mio corpo
Questo non è il mio corpo

In questo crollo, Noko, si tuffa nel cibo, in quel momento il suo unico conforto è abbuffarsi per non pensare, per non essere sola. E il suo fisico di conseguenza inizia a cambiare, a gonfiarsi e diventare sempre più grande.

Questo non è il mio corpo: la graphic novel di che affronta il tema dei disturbi alimentari.

Così, nell’incapacità totale di accettare il suo corpo, la protagonista inizia a smettere di mangiare, perdendo notevolmente chili in modo pericoloso.
Coraggioso, da parte dell’autrice trattare un problema di disturbo alimentare, mostrando diversi personaggi femminili, con diverse tipologie di corpi e una protagonista goffa e anonima.
Una protagonista, però che soffre e che non riesce a trovare una soluzione alla sua condizione. Tutto viene affrontato tramite il cibo e l’animentazione, le sue frustrazioni, le sue difficoltà a rapportarsi con gli altri e con se stessa.Questa crisi alimentare, non sta a raccontare solo una non accettazione del proprio corpo, ma una crisi con se stessi, un disagio emotivo e mentale che va a trovare nel cibo il suo sfogo principale. Che sia con l’abbuffata o con la privazione totale, sono tutti estremi che affliggono la protagonista e come lei tante altre persone.

Questo non è il mio corpo: una lettura non semplice che contiene tutta la profondità di un argomento complesso che racconta di un disagio.

Per questo motivo questa graphic novel non è di semplice lettura è forte e dura. Ci mette di fronte alla sofferenza di una ragazza e all’incapacità di poterla aiutare. Siamo spettatori passivi di un’autodistruzione all’interno di questo lavoro illustrato, così come lo siamo anche nella vita reale con le persone che ci circondano e con noi stessi. Siamo i primi ad assistere ad atti autodistruttivi, senza sapere come porvi fine.
Il corpo è spesso una riflessione di quello che succede nella mente e in questo caso, il risultato è incisivo e apparente, ce l’abbiamo sotto agli occhi, noi come le persone che ci stanno intorno.

Moyoco Anno, tramite il bianco e nero, qualche colore tenue e dei tratti precisi tipici dello stile giapponese ci fa leggere una dura realtà.
La mette tra le nostre mani in silenzio, con la leggerezza che spesso caratterizza le graphic novel,  una leggerezza che qui, per scelta non c’è.
E a volte è così che deve essere.

Di notte vi capita mai di alzare il naso verso il vielo e guardare cosa
Una storia d'amore a ritmo di musica. Non è un'accoppiata insolita, anzi, è un classico
La solitudine, questa grande conosciuta. La nostra compagna, che se ne va, ma torna sempre.
Il settimo splendore, lo sappiamo, ci riporta con la memoria a Dante e al suo

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Informazioni su Eva Pettinicchio 50 Articoli

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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