Dalla parola all’immagine: Come quando eravamo piccoli

Come quando eravamo piccoli

L’amore per quanto possa essere meraviglioso, fa stare anche tanto male e noi ne abbiamo parlato. Abbiamo affrontato, tramite graphic novel emozionanti e intelligenti, cosa è disposto a fare un uomo per tornare indietro e salvare l’amore della sua vita, con Patience di Daniel Clowes, ma abbiamo anche visto che non sempre si può ricorrere ad una macchina del tempo e alla fantascienza, a volte, come in La fine dell’amore, bisogna accettarne le conseguenze devastanti della fine di una storia o della pardita di una persona amata.
Blue is the Warmest Color, di Julie Maroh, ci ha confermato che talvolta però il dolore è insopportabile, al punto di non riuscire a reggerlo o accettare le conseguenze della vita che cambia o delle scelte degli altri che ricadono su di noi.
Tanti punti di vista diversi per raccontare l’amore e i suoi effetti sulle nostre vite, un altro punto di vita è quello, nuovissimo, di Come quando eravamo piccoli, sceneggiato da Jacopo Paliaga e illustrato, matita e colori da French Carlomagno.
Ancora una volta,  qui non ci sono porte spazio temporali che ci danno l’accesso per cambiare il passato, c’è un protagonista maschile, Pietro, uno scrittore e sceneggiatore di serie tv americane, vive in America ed è fidanzato con Sophie, protagonista del suo show, fino a quando non lo lascia per un collega della stessa serie tv.

Come quando eravamo piccoli
E qui, a Pietro, succede una delle cose più plausibili, che è capitata a tant di noi: mette in pausa la sua vita. Smette di viverla, come uomo e come scrittore. Quante volte è successo ad un artista, a seguito di un trauma emotivo. Solo, smette. A volte la sofferenza stimola la creatività, facendo diventare, una certa arte, l’unica nostra finestra di sfogo e di cura. Altre volte, invece, ci porta via tutto.

La vita continua, Pietro. Farà male ancora per un po’, è giusto che sia così, ma poi passa.

Bloccato in un mondo che sembra non appartenergli più, il protagonista torna in Italia, dove ritrova la sorella, a cui è molto legato e farà un incontro che potrebbe aiutarlo a tornare a vivere la sua vita e non lasciarlo solo a guardarla da un vetro, senza poter fare nulla.
Questo protagonista diventa, in poco tempo, ognuno di noi. Un ragazzo che scrive, cercando di fare nella sua vita quello che ama, circondato dalla sua passione per il cinema, le serie tv e la buona musica, tutte passioni che si mescolano dentro di lui, delineandolo e rendendogli a volte difficile distinguere la finzione, che si può controllare, dalla realtà, che sfugge totalmente dal nostro controllo.
Non sempre possiamo sceneggiare la nostra vita, non sempre possiamo passare avanti per saltare le scene che ci fanno paura o mettere in pausa quando siamo stanchi. A volte abbiamo il telecomando sotto mano, altre volte, questo è rotto. Possiamo premere i pulsanti quanto vogliamo, ma questi non rispondono a nostri comandi.
E l’amore, è così. Quando se ne va, lo decide lui e ci toglie il telecomando.
Ora che lo ritroviamo ci vuole sempre il suo tempo e poi, quando lo vediamo lì sotto il cuscino, incastrato dove è sempre stato, sembra sempre diverso da quello che eravamo abituati ad usare.

 

Avete mai pensato di tornare in dietro nel tempo per cambiare le cose? Probabilmente si.
Quante sono le facce dell'amore? Sono tante, più di quante possiamo immaginare. Non c'è solo
Una storia d'amore a ritmo di musica. Non è un'accoppiata insolita, anzi, è un classico
La solitudine, questa grande conosciuta. La nostra compagna, che se ne va, ma torna sempre.
Il settimo splendore, lo sappiamo, ci riporta con la memoria a Dante e al suo

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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