C’era una volta Once Upon a Time: Seconda a destra e poi dritto fino al mattino!

“Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate.”
James Matthew Barrie, Le avventure di Peter Pan

Fan-Art
C’era una volta un bambino dal cuore colmo di pensieri felici,
talmente pieno di sogni da poter librarsi nel cielo, e volare.
Il suo nome è Peter Pan.

Chi di voi da bambino non ha mai sognato di andare sull’Isola che non c’è assieme a Peter, Wendy e i suoi fratelli dai Bimbi sperduti? Chi di voi non ha cercato pensieri felici per poter volare o non ha mai pronunciato la frase “Seconda [stella] a destra e poi dritto fino al mattino!“?

Neverland
Una illustrazione di Neverland, autore sconosciuto

Beh, io sì e, modestamente, avevo anche il costume di carnevale di Campanellino. Ok, non sono bionda e la mamma non mi faceva tingere i capelli nemmeno se le promettevo di pulire la cameretta per i successivi due anni, anche perché non ci avrebbe mai creduto, ma facevo la mia bella figura da bambina amante delle fate.

Peter Pan, se proprio devo essere sincera, non mi è mai proprio stato tanto simpatico. Ma ammetto che aver visto il “Hook – Capitan Uncino” con Robin Williams mi ha fatto un po’ rivedere le mie simpatie (nonostate “Le avventure di Peter Pan” con questo sequel non c’entrino assolutamente nulla) e sono arrivata ad amare Pan ed odiare Campanellino in una maniera viscerale..

PeterPan

Ma tornando a noi, proviamo a fare un po’ di chiarezza sul vero Peter Pan e capire quali sono le sue vere origini. Eh sì, perché il nostro Bimbo Sperduto dal completo verde che vola nei cieli come se fosse un gabbiano, nasce dalla mente di James Matthew Barrie nel 1902, più di cento anni fa.

James Barrie era uno scrittore scozzeze che dedicò al suo personaggio un primissimo romanzetto intitolato “L’uccellino bianco“, ma il libricino ebbe talmente successo che vennero creati altri capitoli in aggiunte e furono pubblicati così altri due romanzi: “Peter Pan nei Giardini di Kensington” del 1906 e Peter e Wendy uscito nel 1911. Insieme, formano il famoso: “Le avventure di Peter Pan” che in realtà è composto da due libri o tre, se si vuol contare quello del 1902.

Il Peter Pan descritto dalla penna di Barrie non è proprio un bambino buono come vuole mostrarci il film disneyano. Peter, infatti, è un bambino immaturo ed irresponsabile, quasi un codardo, potremmo dire. Peter, a poche settimane di vita, prende la decisione di non voler più restare nel suo mondo perché il solo sentire i genitori parlare del suo futuro lo terrorizza. Lui non vuole crescere, non vuole diventare grande e prendere la strada che è stata disegnata per lui. Lui fugge perché crede che affrontare la vita vera sia troppo faticoso e difficile.

Peter-Pan-On-A-Branch,-Scene-From-Peter-Pan-In-Kensington-Gardens-By-J.M-Barrie,-1912
Illustrazione tratta da Peter Pan In Kensington Gardens di J.M Barrie, 1912

E restare per sempre bambini è molto più bello ed appagante. Beh, come dargli torto…
Così fugge, scappa. La prima volta, quando ritorna a casa trova la madre ad aspettarlo, trova la finestra aperta e la camera nello stesso ordine in cui l’aveva lasciata così, forte dell’affetto certo ed incessante dei genitori, se ne va via ancora. Al suo ritorno, molto tempo dopo, ecco che dentro di lui si fa strada la sindrome dell’abbandono perché le cose non sono più come le aveva lasciate e, nella sua cameretta, c’è un’altro bambino che ha preso il suo posto.

Peter Pan è un bambino egoista, che non si cura o, forse, non si rende conto del dolore che ha provocato ai due genitori scappando di casa per il suo desiderio di restare bambino.

E forse è proprio per questo motivo che trova la famiglia Darling, perché in quella finestra aperta rivede il suo passato e il luogo in cui era nato. Ma lui, in realtà, non cerca una casa, cerca una parsona che colmi il vuoto lasciato dalla madre. Peter si sente abbandonato, solo perché crede che la madre lo ha sostituito con un altro bambino. Così parte alla ricerca di quel qualcosa che colmi quel vuoto. Wendy e i fratelli, ad esempio.

Ma Peter, nonostatne tutto, è ancora un bambino. Ha una memoria molto corta, infatti è difficile ricordi le sue numerose avventure e quasi dimentica chi sono Wendy e i fratelli all’arrivo a Neverland. Ricorda, però, il dolore provocatogli dalla madre: il rifiuto.

PanCamera
Peter flew in, illustrazione

Una diversità fra il libro e il cartone animato è che è stato proprio Peter a tagliare la mano a Capitan Uncino e non il coccodrillo. Peter voleva la vittoria sugli adulti, una vendetta sul dolore che i grandi gli avevano provocato. Si circonda dei Bambini Sperduti e prende la piccola Wendy come una sostituta della madre, per questo non vuole che lei se ne vada via.

Peter_pan_1911_pipes
The never never land, illustrazione

Una piccola particolarità è che Barrie non descrive mai apertamente il giovane perché da’ la possibilità ad ogni lettore di immaginare o immedesimarsi in esso. Non dice molto nemmeno sull’età, ad esempio ne “Peter Pan nei Giardini di Kensington” viene descritto come un bambino di appena sette giorni di vita, mentre in “Peter e Wendy” è descritto ancora con i denti da latte. Una descrizione piuttosto velata e per niente particolareggiata.

Il personaggio di Barrie è stato così sfruttato e rielaborato per tantissimi film, serie tv, anime e anche fumetti. Ma come è stato riproposto in Once Upon a Time?

Beh, ammettiamolo, in Once Upon a Time non parliamo di un bambino di sette giorni che decide di sua spontanea volontà di andarsene e scappare perché la vita gli fa troppa paura… sarebbe stata una cosa troppo inverosimile ed ai limiti dell’assurdo riproporre una decisione simile presa da un neonato, bensì parliamo di un padre che, col medesimo atteggiamento irresponsabile, immaturo ed egoista, abbandona suo figlio, Tremotino, al destino del mondo.

Il vero nome di Peter Pan è, in Once Upon a Time, Malcom e giunge assieme a suo figlio sull’Isola che non c’è grazie ai fagioli magici, che possono creare portali fra i Mondi magici. Malcom desiderava la giovinezza, desidera sperimentare la gioia del volo e sperava che con la polvere di fata riuscisse finalmente a volare ma, in realtà, non è possibile.

Rumple_Malcom

Per volare, si ha bisogno dei pensieri felici, di un cuore leggero e di non avere pensieri, né pesi. Un figlio è un peso e Malcom ne aveva uno piccolo. Fa così un patto con l’Ombra, padrona e custode di Neverland: Malcom sarabbe diventato ‘eternamente’ giovane solo se avesse abbandonato Tremotino.

Pan01

Il padre accetta e caccia il figlio dall’isola rimandandolo nella Enchanted Forest e diviene così Peter Pan, riottenendo finalmente quella giovinezza che tanto ricercava e desiderava.

Per lungo tempo, Peter Pan veste, anche se in minima parte, anche i panni di un’altro personaggio delle fiabe, ovvero Il pifferaio Magico. Questo per via di una profezia secondo la quale, per poter mantenere la sua giovinezza per l’eternità e mantenere viva Neverland, Peter avrebbe dovuto impadronirsi del cuore del Vero Credente.

Così, per anni, Pan ritorna nell’Enchanted Forest alla ricerca di questo cuore, ma per richiamare i bambini, non suona un piffero, bensì un flauto, il fluato di Pan.

Peter_Pan_the_Pied_Piper

Che differenza c’è fra il vero personaggio di Barrie e quello creato da Adam ed Eddy? Sicuramente se in quello originale c’è un capriccio infantile e forse proprio generato dall’ingenuità di un bambino, dall’altra parte abbiamo lo stesso atteggiamento irresponsabile ed egoistico di un uomo che non vuole assumersi le sue responsabilità. Malcom era vedovo, un uomo solo con un figlio da crescere, il vizio del gioco d’azzardo e la voglia inesistente di trovare un lavoro per provvedere a se stesso ed a suo figlio.

[Attenzione, spoiler] Ritrovare Peter Pan nell’Underworld mi ha fatto piacere, nonostante non si sia ancora ben capito quale sia il suo ruolo all’interno della quinta stagione. Sicuramente non ha buono propositi e, su questo, mi ci gioco la mano sinistra!

Pan è stato un personaggio esplorato molto bene, un villain rimasto tale sino alla fine e che ha dimostrato astuzia e capacità di manipolare il prossimo senza precedenti. Davvero, c’è stato un villain più bravo di Pan? Se sì, voglio sapere quale! …e dire Ade non vale! 😉

E con questo vi libero della mia presenza e vi ringrazio per avere letto la rubrica di questa settimana!
Io vi saluti, vi do’ appuntamento a settimana prossima con uno dei personaggi regular più amati e vi ricordo di seguire le pagine facebook Emma & Killian #Colifer e Attraverso lo specchio-Blog.

Buon viaggio a tutti voi e, mi raccomando, “Seconda a destra e poi dritto fino al mattino!

Peter Pan

Buon martedì a tutti, quest'oggi niente misteri su quale trama metterò un grande Se. Si
SPOILER ALERT! L'articolo potrebbe contenere spoiler per chi non segue la programmazione americana. "Non perdere
"Buona sera, madamigella mugnaia, perché piangi tanto?" "Ah," rispose la fanciulla, "devo filare l'oro dalla
“Lei sta volando là dove lo sciame è più spesso. Lei è il più grande
"...il nostro amore non cesserà mai di esistere, ma si conserverà intatto  fino al giorno

The following two tabs change content below.
Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia. Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi. Ma l'amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

Ultimi post di Lara Gussoni (vedi tutti)

Informazioni su Lara Gussoni 57 Articoli

Adoro leggere, collezionare libri e ordinarli per genere nella mia libreria stracolma di intrighi e storia.

Ho una relazione complicata con le serie tv e con i finali di stagione, soprattutto se finiscono con uno dei miei personaggi preferiti morti o, peggio, fra la vita e la morte. Cosa che mi rende particolarmente nervosa per i giorni successivi.

Ma l’amore della mia vita, il mio vero amore, è la scrittura, la carta e la penna che assieme alla fantasia creano infinite avventure e miriadi di mondi affascinanti.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


error: Content is protected by copywright !!