E se… Amleto si fosse fidato di Polonio?

‘Essere o non essere’, parlare o non parlare?
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Amleto, figlio del re di Danimarca, dopo aver visto lo zio Claudio sposare sua madre e salire sul trono, in seguito alla morte del padre, riceve in visita il suo fantasma, desideroso di vendetta nei confronti di quello che considera un usurpatore. Demone o sincero? Per capire chi è il bugiardo, Amleto opta per un sottile stratagemma: osservare la reazione del nuovo Re di fronte alla rappresentazione teatrale di un omicidio. Come tutti sappiamo, il principe riuscirà a provare a se stesso la colpevolezza dello zio e, una volta smascherato, riuscirà a ucciderlo, compiendo la vendetta del padre, ma morendo anch’egli in seguito al duello con Laerte. E in tutto questo ordirsi di trame, il ragazzo non si fida di nessuno, se non di Orazio.

E se Amleto si fosse fidato anche di Polonio, il ciambellano?
Immaginate con me.
Amleto, scosso, ma sicuro della colpevolezza di Claudio, cerca Polonio, lo informa del crimine, lo convince con la sua onestà. Polonio è nel panico. Può davvero trattarsi di omicidio? Il nuovo Re può essere un criminale? La risposta è si, la sincerità di Amleto è fuori discussione.

La rappresentazione va in scena, Claudio si innervosisce e fugge, eroso dalla colpevolezza e dal terrore di essere scoperto. Gertrude lo vede andare via, amante e complice, e chiede spiegazioni ad Amleto.
Nella sua stanza il dialogo sarebbe diverso, Polonio nascosto dietro la tenda non sarebbe più un nemico, ma uno strategico punto di partenza per la sua vendetta.
Le spiegazioni di Amleto non convincono Gertrude, colpevole quanto il nuovo sposo, che, messa alle strette, non potrebbe fare altro che tradirsi, mostrando la sua anima nera, anche senza confessare.
La certezza: c’è del marcio in Danimarca.
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Amleto finge di credere alla madre e si rifugia a riflettere.
Che cosa fare adesso? Uccidere e spiegare i motivi, o scegliere la via della segretezza e degli intrighi di palazzo?
Senza Polonio, Amleto avrebbe probabilmente optato per il duello con Claudio, ma la presenza di uno stratega raffredda i bollenti spiriti del giovane principe.
Le tenebre ormai calate, lo sfondo ideale per il vertice tra ciambellano ed erede legittimo. Un incontro nel quale verrebbe ordito un fine piano per convincere il popolo a ribellarsi, le casate amiche a schierarsi dalla propria parte. Una ribellione in uno stile degno di Game of Thrones.

Intrigo dopo intrigo, nel giro di 3-4 mesi, la popolazione sarebbe stata dalla sua parte.
Il principe sposa Ofelia, la quale non sarebbe impazzita, e può contare anche sull’aiuto del giovane Laerte, figlio di Polonio e fratello di Ofelia.
Pochi mesi e, in un giorno come un altro, il popolo avrebbe dato il là alla rivoluzione. I pochi soldati rimasti fedeli alla corona inermi, dopo qualche giorno di assedio al castello, arresi alla potenza della ‘giustizia’.
Con passo fiero Amleto entra nella stanza del trono, dove Claudio, pensieroso e preoccupato, siede alla destra della moglie, divisa tra figlio e marito.
L’importanza dell’onore, Amleto lancia allo zio un fioretto e sfodera il suo.
– Ho un onore, zio. Non conti più nulla, ma voglio vederti perire per mio pugno, e non senza darti la possibilità di difenderti.
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Claudio non può fare altro che accettare, mentre Gertrude, disperata, è intenta a chiedere al figlio di non mettere fine alla vita dell’amato.
L’usurpatore, nel frattempo, coglierebbe l’occasione per avvelenare la punta del suo fioretto.
Questione d’istanti, le lame s’incrociano. Vigliaccamente lo zio graffia il nipote sul polso. Il veleno è in circolo. La reazione di Amleto è furiosa, violenta e indomabile, pochi minuti per aver la meglio sul rivale, pochi minuti per vederlo morire davanti ai propri occhi, prima di cadere al suolo senza fiato.
La porta della sala si apre, Laerte e Ofelia in testa a un manipolo di soldati. La straziante scena di due corpi stesi davanti al trono, privi di vita. Defunti, ma senza alcuna vendetta da portare a compimento. Gertrude e Claudio, morti mano nella mano, come Lupin e Tonks, mentre Amleto sorride e Polonio gli porge rapidamente un antidoto.

Amleto è adesso Re, Ofelia è la sua consorte.
La Danimarca è nelle sicure mani del suo legittimo erede.
E pensare che sarebbe bastato parlare con Polonio…
Secondo voi sarebbe andata così?

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Ed eccoci di nuovo qui, pronti per viaggiare ancora una volta con la fantasia. Sorpassati

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Francesco C. Inverso

Se fossi un libro sarei ‘Siddharta’ di Hermann Hesse, se fossi una canzone sarei ‘Something pretty’ di Patrick Park, se fossi un film sarei ‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino. Vita e morte, sole e luna, bene e male, Inter e Juventus, a caccia di una dicotomia ancora da scrivere, guardando il mondo con gli occhi di un sognatore che vorrebbe viaggiare nel tempo.

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