Il capodanno segreto

Iovocenarrante

Vuoi sapere adesso dove sono, Sono come sotto un temporale, Né un ombrello né un accappatoio…
Una musica usciva da due casse attaccate con il filo ad un computer portatile.

Tutte le luci dell’appartamento accese, uuna voce femminile che canticchiva allegramente sotto quelle parole, in apparenza non per niente allegre.
Piedi nudi sul parquet del novecento attraversarono il corridoio tra la cucina e il salotto da dove usciva la musica.
Il calendario sulla scrivania del salotto segnava il 31 dicembre, l’orologio era appena entrato nelle ore 20 e Nadia era nell’appartamento da sola, pronta per festeggiare la sua notte di Capodanno.

Sì, quello che si dice sempre “Un anno vorrei farlo, a casa, da solo, con un libro e un bel film..” e cose simili. Nadia lo stava facendo davvero.

Forse perchè aveva avuto un anno complicato, molto stressante, pieno di gente attorno, l’appartamento nuovo in cui si era appena trasferita, per vivere da sola. Ma nonostante ciò era sempre pieno di gente. I suoi amici l’avevano preso come una sorta di Ostello sempre aperto per i momenti di emergenza.

“Mi ha lasciato, apri subito” Alle 4 del mattino, tra lacrime e disperazione, per poi vederla tornarci insieme al giorno dopo.

“Sono ubriaco, non posso guidare, aprimi sto congelando”E non sapeva neanche come aveva fatto a beccare il citofono giusto.

“Devo fare la pipì, aprimi subito prima di mettermi a farla in strada e prendermi una multa”
Poi la sua amica aveva preso un locale autogestito vicino Milano  e le toccava andarci tutti i weekend, giusto per i primi mesi di lancio. Le dava anche una mano con la comunicazione, quindi in certe occasioni non poteva mancare, anche se non vedeva l’ora di tornare a casa dal lavoro e piazzarsi in mutande e canottiera sul divano.

E poi tutti che sotto le feste natalizie iniziavano a parlare di Capodanno e dicevano quella cosa, che sarebbe stato tanto bello per una volta farlo da soli senza dover programmare niente prima o andare a feste affollate dove si mangiava molto male.
E quindi Nadia, che non si faceva ripetere le cose dai suoi pensierei troppe volte, aveva deciso di provarci. Ma poi la sua prova era diventata una convizione, anzi una bandiera.

Quindi aveva deciso di fare le cose in grande. Aveva creato un blog temporaneo che dopo averlo messo online, aveva iniziato ad avere le prime condivisioni e i primi apprezzamenti. Poi con una piccola spinta data dalle sue cononoscenze in comunicazione era riuscita davvero a farlo diventare popolare. Poi una pagina sui social in cui ognuno avrebbe caricato o le avrebbe mandato la sua foto del suo Capodanno segreto. Quello era il titolo che Nadia aveva dato a quel progetto nato per gioco.
Perchè doveva essere una serata segreta, segreta per chi la faceva. Personale, intima, che non doveva dare spiegazione a nessuno.

Aveva iniziato tutto per gioco, ma poi era diventata una cosa grande, che riguardava altre persone, altre vite, altre storie.
Una strada un po’ diversa da quella che aveva previsto Nadia per la sua serata di Capodanno. Doveva essere da sola in casa, con un paio di film che si era già scelta, tra questi un musical, ovviamente, c’era anche un libro che aveva appena preso in libreria per l’occasione, ma poi improvvisamente aveva la sensazione che insime a lei ci sarebbero state altre centinaia di persone.
Praticamente come se fosse andata ad una festa.
Di nuovo.

Girava per le stanze di casa sua a piedi nudi, canticchiando la musica che usciva dal computer. Sì, aveva cercato, ancora una volta la relazione con le persone. D’altra parte, anche se ne era satura non poteva farne a meno.
Però, senza pensarci troppo, per il primo Capodanno della sua vita, non si stava lamentando con nessuno o con se stessa. Tutta quella situazione le andava bene.
Era lì, che passeggiava a piedi nudi nel suo appartamento e canticchiava.
Per una volta, aveva reso tutto improvvisamente semplice.

 

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Eva Pettinicchio

Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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Eva Pettinicchio, nata il 12 Agosto del 1990. Si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali per mescolare la tecnica gestionale ad una grande passione per l’arte e la cultura di ogni tipologia. Considera il mondo del cinema e delle serie tv come una coperta di Linus da portarsi in giro a scuola e sul lavoro per sentirsi a proprio agio. Scrive per sentirsi bene e ascolta certa musica come se fosse una boccata di ossigeno puro dopo una scalata in alta montagna.

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